QUALCHE NUVOLA

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giovani, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Saverio Di Biagio
Durata
99'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Fandango
Soggetto e Sceneggiatura
Saverio Di Biagio in collaborazione con Beba Slijepcevic Saverio Di Biagio
Musiche
Francesco Di Giacomo
Montaggio
Marco Spoletini

Orig.: Italia (2011) - Sogg.: Saverio Di Biagio - Scenegg.: Saverio Di Biagio in collaborazione con Beba Slijepcevic - Fotogr.(Scope/a colori): Francesco Di Giacomo - Mus.: Francesco Di Giacomo - Montagg.: Marco Spoletini - Dur.: 99' - Produz.: Alberto Leotti, Massimo Di Rocco, Luigi Napoleone, Valentina Avenia, Valerio Mastandrea, Nicola De Angelis.

Interpreti e ruoli

Michele Alhaique (Diego), Greta Scarano (Cinzia), Aylin Prandi (Viola), Primo Reggiani (Ivan), Giorgio Colangeli (Umberto), Pietro Sermonti (Carlo), Michele Riondino (don Franco), Antonella Attili (Rita), Veronica Corsi (Barbarona), Paolo De Vita (Sandro), Paola Tiziana Cruciani (Maria), Elio Germano (venditore)

Soggetto

In un quartiere alla periferia di Roma, il muratore Diego e Cinzia sono in procinto di sposarsi, dopo dieci anni di fidanzamento. Un giorno Carlo, l'ingegnere responsabile dell'appalto, lo invita a recarsi a casa di una sua parente, Viola, per aiutarla in alcuni lavori di ristrutturazione. Spinto dalla possibilità di qualche guadagno extra, Diego vi si reca, conosce Viola e, dopo qualche tempo, nasce con lei una improvvisa relazione. Diego tiene tutto nascosto e così ad accorgersene per caso è Barbarona, la migliore amica, che lo riferisce a Cinzia. La reazione di lei si concretizza nell'infliggere una bella punizione a Viola, e nel non colpevolizzare più di tanto lui. Così, nel giorno stabilito, Diego e Cinzia si sposano, con il matrimonio celebrato da don Franco, coetaneo e amico di entrambi.

Valutazione Pastorale

Ecco la versione anni Duemila della commedia romana, anzi romanesca, ambientata in periferia, popolana, forse proletaria. Per il protagonista il lavoro è il problema minore, fare il muratore gli piace, è preciso e puntuale. Più complicato è aderire alla prospettiva del matrimonio e districarsi tra Cinzia, fidanzata storica, e l'improvvisa presenza di Viola. Gli inciampi sentimentali sono difficili da gestire (si ripensa a "Dramma della gelosia" di Ettore Scola) ma niente è immutabile e qualche differenza il Duemila la porta. Cinzia trova la soluzione, nella consapevolezza di non rendere inutile tutto il cammino compiuto e di non rovinare tutto per un capriccio. Pur con qualche leggerezza, il copione avvolge di semplice modernità avvenimenti di vecchissima data, compone un bell'amalgama tra protagonisti e comprimari, disegna un piccolo, credibile affresco tra realtà e favola, disegnando anche la figura serena e veritiera del giovane sacerdote. L'esordiente Di Biagio si affida ad un ritmo svelto e dinamico, per un film che, dal punto di pastorale, è da valutare come consigliabile, brilante nei toni eppure da non sottovalutare sotto il profilo problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre in varie circostanze come esempio di commedia italiana nel solco della lontana tradizione nazionale.

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