QUASI FAMOSI – ALMOST FAMOUS

Valutazione
Accettabile, brillante*
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Famiglia - genitori figli
Genere
Commedia
Regia
Cameron Crowe
Durata
122'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Almost famous
Distribuzione
Columbia Tristar Films Italia
Musiche
Nancy Wilson
Montaggio
Joe Hutshing, Saar Klein

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg. e scenegg.: Cameron Crowe - Fotogr.(Normale/a colori): John Toll - Mus.: Nancy Wilson - Montagg.: Joe Hutshing, Saar Klein - Dur.: 122' - Produz.: Cameron Crowe, Ian Bryce.

Interpreti e ruoli

Billy Crudup (Russel Hammond), Patrick Fugit (William Miller), Frances McDormand (Elaine Miller), Kate Hudson (Penny Lane), Jason Lee (Jeff Babe), Anna Paquin (Polexia), Fairuza Balk (Sapphire), Philip Seymour Hoffman (Lester Bangs), Zooey Deschanel (Anita Miller), Noah Taylor (Dick Roswell)

Soggetto

San Diego, California, 1969. L'undicenne William Miller vive con la madre Elaine e con la sorella più grande dal carattere ribelle la quale, appena maggiorenne, va via di casa per mettere fine ai continui conflitti con la madre iperprotettiva. Alla partenza, lascia al fratello la collezione di dischi rock tenuti di nascosto sotto il letto. Per William è un regalo di decisiva importanza. Passano infatti quattro anni e, nel 1973, la grande passione natagli per quel tipo di musica lo porta prima a scrivere articoli di critica sul giornalino scolastico e poi a contattare il direttore di una rivista. Costui mostra di apprezzarne il lavoro, gli dà consigli di vario genere, gli fa recensire concerti. Ad uno di questi, grazie all'intervento delle ragazze di supporto, entra in contatto con gli Stillwater, un band in fase calante. William scrive un articolo, che piace ad un redattore di Rolling Stone, il quale subito lo contatta e gli offre di seguire gli Stillwater nell'imminente tour americano per fare articoli e interviste. Ottenuto con fatica il permesso dalla madre, William sale sul pullman per cominciare l'avventura "Almost famous". Dovrebbe rimanere solo pochi giorni, ma poi tutto il gruppo (i musicisti e le ragazze) gli mostra simpatia, e lui si innamora di Penny che però ama il leader Russell. Mentre cerca di realizzare qualche intervista, William resta coinvolto nelle beghe che dilaniano il complesso. E così, quando si arriva alla fine, tutti sono in lite e Russel ha toni duri con Penny, che tenta il suicidio. Allora William, per onorare l'impegno, scrive un articolo nel quale rivela i poco simpatici retroscena accaduti durante la tourneè. Ma Russel e gli altri negano tutto, e Rolling Stone non pubblica il pezzo. William ora è a casa, stordito e deluso. Arriva a trovarlo Russel, che elogia la madre, fa coraggio al ragazzo e lo esorta a proseguire nella carriera intrapresa.

Valutazione Pastorale

Cameron Crowe é William Morris. L'attuale regista recupera il quadro della propria adolescenza avvenuta in coincidenza con un momento di grande fervore sotto il profilo musicale. Il copione è agile e ben strutturato: restituisce con esattezza l'atmosfera del periodo, la stagione del rock primi anni '70 con gli aspetti trasgressivi da una parte ma con la volontà dall'altra di capire qual'era il confine tra idee cosiddette liberatorie e mondo fittizio. Nel corso del viaggio emerge perciò con chiarezza tutto il versante artificioso, con i difetti e gli sterotipi delle cose da fare 'per forza'; e, all'opposto, viene fuori un'idea della musica come ricchezza, come mondo espressivo e comunicativo. Per William poi é il momento della formazione: e il tour diventa scoperta dell'amore, dell'amicizia, della professione, senza che il racconto cada mai in inutili eccessi. Descritti con toni molto propositivi sono anche la figura della madre e il rapporto madre-figlio, improntato alla reciproca comprensione. Film dunque di semplicità e di autenticità, giocato sulla scoperta degli affetti e delle scelte individuali, che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come positivo, accettabile e nell'insieme brillante. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria. Da recuperare come proposta di film musicale con spunti di riflessione per gruppi giovanili ( nel confronto tra gli anni '70 e oggi). Da vedere per adolescenti anche in occasione di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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