RACCONTI DA STOCCOLMA

Valutazione
Discutibile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Donna, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Libertà, Male, Matrimonio - coppia, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Anders Nilsson
Durata
133'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Svezia
Titolo Originale
Nar morkret faller
Distribuzione
Teodora Film
Musiche
Bengt Nilsson
Montaggio
Darek Hodor

Orig.: Svezia (2007) - Sogg. e scenegg.: Anders Nilsson, Joakim Hansson - Fotogr.(Scope/a colori): Per Arne Svensson - Mus.: Bengt Nilsson - Montagg.: Darek Hodor - Dur.: 133' - Produz.: Joakim Hansson.

Interpreti e ruoli

Oldoz Javidi (Leyla), Lia Boysen (Carina), Reuben Sallmander (Aram), Per Graffman (Peter), Bibi Andersson (madre di Hakan), Peter Engman (Hakan), Bahar Pars (Nina), Mina Azarian (madre di Leyla), Cesar Sarachu (padre di Leyla), Annika Hallin (Stella Forsberg), Nisti Sterk (Nadja), Anja Lundqvist (Susanne), Jonatan Blode (Johnny), Christopher Wollter (Frank), Tobias Aspelin . (Benny)

Soggetto

A Stoccolma Carina è sposata, ha due figli piccoli e un lavoro da giornalista televisiva molto apprezzato e riconosciuto con un premio prestigoso. Nella stessa redazione lavora il marito, molto geloso. Quando sono a casa, lui picchia la moglie fino ad umiliarla, anche davanti ai figli. Carina trova però la forza per reagire, mettendo a nudo sia le ipocrisie dei suoi colleghi sia le distorsioni di certa legislazione in vigore. Ecco la giovane Leyla, cresciuta con la sorella maggiore Nina e gli altri fratelli in una famiglia mediorientale immigrata dove vige un codice morale implacabile. Sospettata di avere una relazione, Nina, secondo quel codice, viene condannata a morte dalla famiglia. La rabbia e l'ostinazione di Leyla riescono tuttavia a far aprire le indagini e ad assicurare i colpevoli alla giustizia. Anche Aram è un immigrato e, dopo una lite davanti al locale notturno che gestisce, diventa oggetto di pesanti minacce. Servirà una coraggiosa testimonianza in tribunale per risolvere il caso.

Valutazione Pastorale

"Racconti da Stoccolma" è un titolo bello perché semplice, capace di evocare da subito la 'distanza' dalla città del nord europa, la marginalità di un luogo dove la vita parrebbe scorrere, se non tranquilla, almeno assestata su norme acquisite di civiltà e tolleranza. Queste tre vicende mescolate narrativamente tra loro rimettono tutto in discussione, riferiscono di situazioni delicatissime, aprono una finestra su scenari cupi che, in mancanza di qualche iniziativa coraggiosa, rischiano di restare confinati dentro le mura domestiche. E si parla sia di svedesi (problema 'interno') sia di immigrati che vogliono mantenere in altri contesti certe loro 'abitudini', contrastano con la realtà in cui si muovono. Il regista è capace di imprimere al copione il tono di una discesa agli inferi che sembra senza uscita e trova invece un concreto sbocco di speranza, una luce di salvezza. Qualche piccolo artificio nel finale non inficia il valore di denuncia del film, che certo interpella la sensibilità, la coscienza, la capacità di tolleranza dello spettatore adulto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come discutibile, certo problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, con preferenza per un pubblico attento e responsabile (c'è il divieto ai minori di 14 anni). Da recuperare per avviare riflessioni sui temi affrontati. Molta attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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