REALITY

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Mass-media, Metafore del nostro tempo
Genere
Drammatico
Regia
Matteo Garrone
Durata
115'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Francia, Italia
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso Matteo Garrone, Massimo Gaudioso
Musiche
Alexandre Desplat
Montaggio
Marco Spoletini

Orig.: Italia/Francia (2012) - Sogg.: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso - Scenegg.: Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso - Fotogr.(Scope/a colori): Marco Onorato - Mus.: Alexandre Desplat - Montagg.: Marco Spoletini - Dur.: 115' - Produz.: Domenico Procacci e Matteo Garrone, Jean Labadie con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Aniello Arena (Luciano), Loredana Simioli (Maria), Nando Paone (Michele), Graziella Marina (mamma di Luciano), Nello Iorio (Massimone), Nunzia Schiano (zia Nunzia), Rosaria D'Urso (zia Rosaria), Giuseppina Cervizzi (Giusy), Paola Minaccioni (cliente romana alla pescheria), Claudia Gerini (presentatrice del GF), Raffaele Ferrante (Enzo), Ciro Petrone (barista), Salvatore Misticone (calzolaio), Vincenzo Riccio (Vincenzo), Martina Graziuso (Martina), Alessandra Scognamillo . (Alessandra)

Soggetto

A Napoli oggi Luciano integra i modesti guadagni della propria pescheria facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Quando in un centro commerciale della città arrivano le selezioni del Grande Fratello, le due figlie piccole, arrivate con mamma e altri familiari, pretendono per telefono la presenza del padre. Luciano si fa convincere, si presenta sul posto, partecipa alla selezione e ottiene un insperato gradimento. I responsabili lo invitano a restare in attesa di successive chiamate. Da quel momento comincia per Luciano un'altra vita. L'uomo cerca di mantenere comportamenti opportuni, vede in ogni persona possibili spie, si lascia andare ad eccessive azioni benefiche, vuole crearsi benemerenze non richieste. Arriva così a mettersi in ostilità con la moglie, che lo ritiene malato e fuori di testa. A Luciano non resta che andare a Roma nel grande studio dove osserva i selezionati al 'lavoro' nella trasmissione, e sedersi su un grande, comodo divano.

Valutazione Pastorale

Dice Garrone: "Dopo 'Gomorra',2008, volevo un film diverso e così ho provato a fare una commedia. Parto da una storia semplice e documentata per un percorso fatto di sogni e di attese di questi sogni, che si sviluppa sul piano esterno geografico e su quello interno psicologico: la storia di un uomo che esce dalla realtà ed entra nel proprio immaginario". Certo lo scenario è rimasto lo stesso (Napoli e dintorni quattro anni fa, Napoli oggi) e al posto del dramma storico-sociale di allora c'è un quadro grottesco-ironico che parte forse per indurre al riso ma finisce intinto nell'amaro della perdita di se stessi. A muovere tutto è il 'reality', ossia il contrario esatto della realtà, il vero negato, l'illusione fatta sistema. Un meccanismo che è tuttavia ben detto, dichiarato, esplicito. Un intreccio suadente nel quale l'incontro tra l'esibizione di se stessi e lo scontro cinico con gli altri crea un amalgama irresistibile, per di più coronato dalla cifra destinata al vincitore. L'ampia fetta di Italia attratta da queste seduzioni televisive non spinge Garrone verso denuncia o rabbia, non crea le premesse per reazioni o alternative. Il copione diventa allora la cronaca di un sogno nel sogno, una (non) realtà magica e impossibile, lontana e invisibile. Forse cinema nel cinema: ossia lo sguardo lungo del fotogramma che crea mondi paralleli e fantastici, ritaglia uno spicchio di vita stravolta e deformata a partire dal matrimonio iniziale, per proseguire dentro la piazza con la pescheria, anche quello uno scenario teatrale della crudeltà. La discesa di Luciano nella propria ossessione manca però di qualche passaggio di raccordo. Non c'è forse lo scarto di poesia e di invenzione che serviva a far lievitare la materia. I Mostri italiani ancora una volta trionfano, e sono tra noi: lo spettacolo va avanti. La magnifica prova degli attori (Luciano è Aniello Arena, detenuto nel carcere di Volterra per omicidio) spruzza di colori autentici squarci di un'altra vita, desiderata eppure vissuta qui e ora. E restiamo inerti e impotenti, quasi afoni. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e in successive occasioni per l'attualità dell'argomento affrontato. Qualche attenzione é da tenere per la presenza di minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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