RIFLESSI DI PAURA

Valutazione
Inconsistente, violenze
Tematica
Giallo - Triller, Violenza
Genere
Horror
Regia
Alexandre Aja
Durata
104'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Mirrors
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Alexandre Aja, Gregory Levasseur ispirato al film "Into the Mirror"
Musiche
Javier Navarrete
Montaggio
Baxter

Orig.: Stati Uniti (2008) - Sogg.: ispirato al film "Into the Mirror" (Sud Corea, 2003) - Scenegg.: Alexandre Aja, Gregory Levasseur - Fotogr.(Scope/a colori): Maxime Alexandre - Mus.: Javier Navarrete - Montagg.: Baxter - Dur.: 104' - Produz.: Alexandra Milchan, Marc Sternberg, Gregory Levasseur.

Interpreti e ruoli

Kiefer Sutherland (Ben Carson), Paula Patton (Amy Carson), Amy Smart (Angela Carson), Cameron Boyce (Michael Carson), Erica Gluck (Daisy), Mary Beth Peil (Anna), John Shrapnel (Lorenzo Sapelli), Jason Flemyng (Larry Byrne), Julian Glover (Robert Esseker), Josh Cole . (Gary Lewis)

Soggetto

Sospeso dalla polizia di New York per aver sparato e ucciso un collega sotto copertura, Ben Carson accetta di lavorare come guardiano notturno alle rovine dei grandi magazzini Mayflower devastati anni prima dal fuoco. Muovendosi nei saloni, Carson nota qualcosa di strano nei raffinati specchi che adornano le pareti, a cominciare dalla propria immagine deformata e brutalizzata. E' l'inizio di un incubo, che progressivamente si accentua e fa entrare Carson nella convinzione di dovere indagare su cosa ci sia dietro quegli assurdi fenomeni. La moglie, dalla quale è separato, e i figli adolescenti lo prendono per matto, ma poi si devono rassegnare e anzi sono preda a loro volta del contagio. Carson indaga a fondo nella storia precedente dei magazzini, e crede di aver trovato una soluzione. Ma é tutto vano. E resta prigioniero della maledizione degli specchi.

Valutazione Pastorale

Si tratta del remake di un titolo sudcoreano, "Into the Mirror" del 2003, di cui non si sentiva granché il bisogno. Kiefer Sutherland fa grandi sforzi per aderire ad un personaggio che non gode di molta credibilità. Se l'impianto professionale é dignitoso e il racconto scorre, tuttavia le motivazioni latitano, e la noia fa presto a prevalere. Si finisce in questi casi per dire che, trattandosi di un prodotto di 'genere', può piacere agli appassionati. Ma forse un po' più di sostanza e meno banalità verso le solite figure religiose (la suora) non guasterebbero. Si resta senza niente in mano, e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inconsistente, e comunque segnato da parecchie violenze. UTILIZZAZIONE: appassionati o meno che ci siano, l'utilizzazione potrebbe anche essere trascurata, in programmazione ordinaria e in altre circostanze. Molta attenzione é da tenere per piccoli e minori in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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