RIUNIONE DI FAMIGLIA

Valutazione
Complesso, Problematico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia, Musica
Genere
Commedia
Regia
Thomas Vinterberg
Durata
96'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Danimarca
Titolo Originale
En mand kommer hjem
Distribuzione
Teodora Film
Musiche
Johan Soderqvist
Montaggio
Soren B. Ebbe, Valdis Oskarsdottir

Orig.: Danimarca (2008) - Sogg. e scenegg.: Thomas Vinterberg, Mogens Rukov, Morten Kaufmann - Fotogr.(Scope/a colori): Anthony Dod Mantle - Mus.: Johan Soderqvist - Montagg.: Soren B. Ebbe, Valdis Oskarsdottir - Dur.: 96' - Produz.: Morten Kaufmann.

Interpreti e ruoli

Oliver Moller Knauer (Sebastian), Thomas Bo Larsen (Karl Kristian Schmidt), Ronja Mannov Olesen (Maria), Helene Reingaard Neumann (Claudia), Morten Grunwald (il manager), Karen-Lise Mynster (la madre di Sebastian), Ulla Henningsen (zia Anna), Brigitte Christensen (Sarah Schmidt), Shanti Roney . (cuoco), Paw Henriksen (Peter), Salvatore Mastruzzo (assistente), Klaus Pagh (borgomastro), Said Milanpouri . (direttore d'orchestra)

Soggetto

C'è grande subbuglio in una cittadina danese. Per festeggiare i 750 anni dalla nascita é in arrivo una gloria locale, il famoso cantante d'opera Karl Kristian Schmidt. Nel miglior albergo fervono i preparativi per l'accoglienza. Tra il personale di cucina c'è il giovane cuoco Sebastian, destinato a sposarsi con Claudia con la quale vive. Di li a poco tuttavia due avvenimenti cambiano il corso delle cose. Dapprima il ragazzo incontra Maria, una coetanea sua amica nell'adolescenza, e i due si scoprono innamorati. Poi arriva la madre la quale, in modo assai brusco, dice a Sebastian che il cantante é suo padre. Nel frattempo, mentre il cuoco ha confessato il tradimento e Claudia lo ha cacciato di casa, Schmidt fa entrare Maria in camera sua come cameriera, e ha un rapporto con lei. Nel corso della cena ufficiale che segue al concerto, l'ospite apprende infine la vera identità di Sebastian e ne resta sconcertato. I due giovani decidono di andare via, verso Copenaghen per costruirsi un futuro. Sulla strada, Schimdt li ferma e fa in tempo a chiedere scusa e a riconciliarsi con il figlio.

Valutazione Pastorale

Con Vinterberg, a parte la parentesi pseudoamericana di "Dear Wendy" (2005), si era rimasti fermi a "Festen" (1998), grande successo europeo. "Questo -dice il regista- vuole ricominciare dove si era concluso il mio ultimo film danese (...) l'obiettivo é stato rifare 'Festen' in chiave di commedia, raccontando i conflitti interni a una famiglia in modo divertente...". Ne esce un racconto diviso in due. Ad una prima parte nervosa e tesa, che Vinterberg 'guarda' alla maniera dell'antico Dogma (macchina a mano, stacchi rapidi, montaggio schizofrenico) ne succede una seconda più calma e rasserenata, quasi la presa d'atto della necessità di pacificarsi. Beninteso, la famiglia resta il consueto nido di vipere, luogo di scontri e di malcontenti, ma qui la 'scoperta' del figlio e il nuovo rapporto che si apre tra i due sembrano aprire timidi spiragli di comprensione. Quando partono le note de "La traviata", si entra in un melò limpido e diretto. Poco realismo, molta favola, climi da nordeuropa dove l'emozione ha scarso domicilio. Ma un quadro d'insieme con qualche palpito. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per minori e piccoli. Stessa cura é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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