S. DARKO

Valutazione
Complesso, problematico
Tematica
Libertà, Male, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Chris Fisher
Durata
103'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
S. Darko
Distribuzione
Moviemax
Soggetto e Sceneggiatura
Nathan Atkins basato sui personaggi creati da Richard Kelly
Musiche
Ed Harcourt
Montaggio
Kent Beyda

Orig.: Stati Uniti (2009) - Sogg.: basato sui personaggi creati da Richard Kelly - Scenegg.: Nathan Atkins - Fotogr.(Normale/a colori): Marvin V. Rush - Mus.: Ed Harcourt - Montagg.: Kent Beyda - Dur.: 103' - Produz.: Adams Fields, Ash Shah.

Interpreti e ruoli

Daveigh Chase (Samantha), Briana Evigan (Corey), Ed Westwick (Randy), Jackson Rathbone (Jeremy), James Lafferty (Iraq Jack), Zulay Henao (Baelyn), Elizabeth Berkley (Trudy), John Hawkes (Phil), Matthew Davis (pastore John), Bret Roberts . (agente O' Dell)

Soggetto

Sette anni dopo la tragica morte del fratello Donnie, Samantha, ancora sofferente per la sua morte, decide di partire con l'amica Corey per un viaggio dalla Virginia alla California. La macchina si rompe e le due ragazze sono costrette a fermarsi nella cittadina di Conejo Springs in attesa del pezzo di ricambio. Qui cominciano a verificarsi strani fenomeni, un meteorite distrugge il mulino di un agricoltore, una donna, Trudy, è ossessionata da Gesù Cristo e dal pastore John della Born Again Church. Senza saperlo, Samantha e Corey diventano parte di una catena invisibile che le collega a un bambino scomparso, a un veterano della guerra del Golfo disturbato, ad una pericolosa breccia apertasi nella dimensione spazio-temporale. Serve un sacrificio estremo per riportare il tempo al suo normale scorrimento, e per evitare la fine del mondo.

Valutazione Pastorale

Se "Donnie Darko" (2001) si segnalò per uno svolgimento accattivante ed enigmatico, questo, che dovrebbe esserne il seguito, fatica a ritrovare la stessa originalità. Un certo clima apocalittco, a dire il vero, non manca, e in molti passaggi si respira un'ansia visionaria di bella incisività. A restare confuso è lo svolgimento generale della storia. Sulla prospettiva della fine del mondo convergono fatalismo, misticismo, superstizione, fanatismo religioso, spruzzi di new age, granelli i sincretismo spiritualista e accenni di cultura pop. Molta, troppa carne al fuoco per tirarne fuori un percorso credibile. Meglio fermarsi al racconto di 'genere', che trova nel tema del 'mistero' passaggi sotto il profilo delle immagini di convincente inquietudine. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come compesso e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, per un pubblico di appassionati del 'genere' castrofico da 'fine del mondo'. Attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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