SCANDALO SEGRETO

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Monica Vitti
Durata
87'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
SCANDALO SEGRETO
Distribuzione
Academy Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Roberto Russo, Monica Vitti, Gianfranco Clerici Roberto Russo, Monica Vitti
Montaggio
Alberto Gallitti

Sogg.: Roberto Russo, Monica Vitti - Scenegg.: Roberto Russo, Monica Vitti, Gianfranco Clerici - Fotogr.: (panoramica/a colori) Luigi Kuveiller - Montagg.: Alberto Gallitti -Dur.: 87' - Produz.: Komica Film

Interpreti e ruoli

Monica Vitti (Margherita), Elliott Gould (Tony), Gino Pernice (Paolo), Carmen Onorati, Pietro De Vico, Gianni Oliveri, Daniela Stroppa, Catherine Spaal, Daniela Rinoi

Soggetto

Margherita abita a Roma con il marito Paolo, che fa il pittore e la lascia spesso sola. Un figlio già grande vive lontano. Un amico Tony, gran progettatore di film che non farà mai regala un giorno alla donna una telecamera la quale, installata in casa, registra tutto. Margherita la considera ormai una testimone fedele ed amica e le racconta incessantemente momenti e episodi della propria vita. Ma la macchina registra un giorno anche l'immagine e una telefonata di Paolo, che dà appuntamento alla stazione per un viaggio a Laura, amica d'infanzia di sua moglie. Dopo dieci anni di matrimonio è la crisi. Durante una scenata a Laura, che però prende tutto con molta calma, Margherita, sorpresa (poiché il marito sembra che con l'altra sia tutt'altra persona), umiliata e sconvolta decide di divorziare. La casa è di sua proprietà, Paolo se ne va e Margherita si chiude nell'appartamento, non vuol più vedere nessuno, gioca una drammatica partita a dama, in cui le pedine dell' "amica" diventata nel gioco l'avversaria sono i rossi globuletti di un medicinale. Margherita vince la partita, trangugia le capsule e, proprio mentre sta per morire, ecco che arriva Tony e con lui la salvezza. Ma il salvatore si rivela anche una persona fredda e calcolatrice: la telecamera regalata alla donna per il suo compleanno altro non era che lo strumento prescelto per registrare immagini e confessioni dal vivo e sfruttare il materiale autobiografico con l'ausilio di una roulotte piazzata sotto casa per un film, sul cui successo Tony è assai certo. Margherita trova la forza per scaraventare giù dal balcone quella telecamera, che stava diventando una trappola mortale.

Valutazione Pastorale

il problema di fondo è quello della regia (che è di Monica Vitti, al tempo stesso interprete), la quale regia è praticamente sfuggita di mano alla neofita. L'idea della telecamera che fa da testimone (e qui da presunta amica e confidente) beninteso non è nuova, ma di per sé è felice. In più, dopo i singoli sfoghi di Margherita, si passa quasi sempre alla confessione successiva e questo nuoce alla fluidità della narrazione, condizionata da una serie di quadri staccati, il che contribuisce molto a ciò che di statico e teatrale vizia il film. Uno spunto di per sé suggestivo ed una vicenda amara, in cui delusione e tormento si aggrovigliano non poco, esigevano ben altro, dal punto di vista cinematografico. Quanto alla donna, alle sue inquietanti scoperte, alla sua solitudine, il discorso va ovviamente posto su di un altro piano. C'è umanità, vi sono sentimenti feriti, la constatazione di esseri freddi e cinici, la crisi di una donna matura, ma ancora innamorata di un marito distratto e traditore, la strumentalizzazione a fini commerciali della propria intimità, addebitabile a quel Tony falso e spregevole. Vi sono però anche un'alluvione di chiacchiere futili ed una ripetitività ossessiva, che ingenerano, specie in tutta la prima parte, una innegabile noia. Resta il talento della Vitti attrice, padrona dei propri mezzi e registri espressivi, pronta a passare dall'ironia al battibecco coniugale, sempre brava nel piangersi addosso, ma anche dolente e intensa nel prepararsi al suicidio, durante la folle partita a dama contro l'amica-nemica. Scagliando via la telecamera con quel po' di forze che le rimangono, Margherita ha un salutare soprassalto di fiducia in se stessa. Lei è l'unica fra tutti che sapeva e voleva amare davvero. Perfino la macchina che assorbiva immagini e confessioni la vedeva e intendeva, ma nulla poteva offrirle. Meglio distruggere quel testimone scomodo e pericoloso e fare appello per vivere alle sole risorse della propria natura.

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