SCUOLA DI POLIZIA – MISSIONE A MOSCA

Valutazione
Inconsistente, Banale
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Alan Metter
Durata
83’
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
POLICE ACADEMY: MISSION TO MOSCOW
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Radolph Davis, Michele S. Chodos
Musiche
Robert Folk
Montaggio
Dennis Hill

Sogg. e Scenegg.: Radolph Davis, Michele S. Chodos - Fotogr.: (normale/a colori) Ian Jones - Mus.: Robert Folk - Montagg.: Dennis Hill - Dur.: 83’ - Produz.: Paul Maslansky

Interpreti e ruoli

George Gaynes (Comandante Lassard), Michael Winslow (Sergente Jones), David Graf (Sergente Tackleberry), Leslie Easterbrook (Capitano Callahan), Claire Forlani (Katrina), Ron Perlman (Costantine Konali), Christopher Lee (Comandante Rakov), Charlie Schlatter (Allievo Connors), Richard Israel, Gregg Berger, G. W. Bailey

Soggetto

il boss mafioso russo Costantine Konali, ideatore di un popolare videogioco, col quale ha realizzato ingenti fortune su scala mondiale, è considerato una minaccia da Rakov, comandante della polizia moscovita. Questi, memore del caro amico statunitense Lassard, e dei trascorsi americani di Konali, invita il collega e la sua squadra speciale ad aiutarlo nel catturare il pericoloso criminale. Giungono quindi a Mosca l’ineffabile comandante Lassard, l’imitatore folle sergente Jones, il “rambo” sergente Tackleberry, la bionda capitano Callahan, l’isterico capitano Harris, e l’allievo Connors, che si è iscritto alla lista dei partenti manomettendo il computer. Appena giunti a Mosca, Lassard sbaglia automobile e si introduce nella limousine di una famiglia in lutto, con la quale partecipa al funerale ed inizia a solidarizzare. Frattanto Konali incarica Adam Sharp, genio dei computer, perchè gli crei un nuovo videogame che gli consenta di entrare nella memoria di banche e ministeri internazionali. Connor corteggia la giovane interprete, Katrina, con la quale se ne va al circo, mentre Harris, incaricato dello spionaggio elettronico, scende nelle fogne per spiare il ristorante dove va Konali e viene sommerso dai rifiuti. La trappola per incastrare il boss scatta: la Callahan lo seduce in vesti di fatale chanteuse mentre Connors si infiltra nella sua scorta, scoprendo il piano del criminale. Il tenente russo Talinski, convinto per una serie di qui pro quo che gli americani sono in errore, vorrebbe arrestarli e rinviarli in patria, ma questi riescono ad incastrare Konali nella sua fabbrica e a dimostrare la sua colpevolezza. Il boss, riuscito a fuggire, va al ristorante per recuperare il suo tesoro, ma qui si imbatte in Lassard, che nemmeno lo riconosce: questi aggredito dal bandito lo batte in un surreale duello, guadagnandosi gli applausi della polizia moscovita.

Valutazione Pastorale

nei film in serie e soprattutto in quelli comici, fornire nuovi motivi di riso allo spettatore risulta sempre più arduo. Subire la farsa senza nerbo che ammannisce il regista non è compito agevole per chi è abituato a ridere per validi motivi, e non perchè gli vengono riproposte per l’ennesima volta le più scontate gag e situazioni. Non basta portare sulla Piazza Rossa un’equipe cinematografica per fare spettacolo, o rifare il verso a film famosi (vedi la spenta gag della Callahan che rifà il verso alla Pfeiffer dei “Favolosi Baker”, solo per fare un esempio). Il risultato è banale e tutta la storia si dipana con rarissimi sussulti fino alla fine, infarcita, tra l’altro, con un appiccicaticcio quanto melenso inno alla nuova amicizia tra Russia e Stati Uniti. Recitazione modesta ma anche, bisogna ammetterlo, grossolanità assai contenute rispetto ad altri film della serie.

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