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Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Famiglia - fratelli sorelle, Morte, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Burr Steers
Durata
99'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Charlie St. Cloud
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Craig Pearce, Lewis Colick tratto dal romanzo "Ho sognato te" di Ben Sherwood
Musiche
Rolfe Kent
Montaggio
Padraic McKinley

Orig.: Stati Uniti (2010) - Sogg.: tratto dal romanzo "Ho sognato te" di Ben Sherwood - Scenegg.: Craig Pearce, Lewis Colick - Fotogr.(Scope/a colori): Enrique Chediak - Mus.: Rolfe Kent - Montagg.: Padraic McKinley - Dur.: 99' - Produz.: Marc Platt.

Interpreti e ruoli

Zac Efron (Charlie St. Cloud), Charlie Tahan (Sam St. Cloud), Amanda Crew . (Tess Carroll), Kim Basinger (Claire St. Cloud), Ray Liotta (Florio Ferrente), Augustus Prew (Alistair Wooley), Donal Logue (Tink Weatherbee), Dave Franco (Sully), Matt Ward (Connors), Miles Chalmers (Latham), Desiree Zurowski . (Carla Ferrente)

Soggetto

In procinto di frequentare con una borsa di studio la prestigiosa Stanford University, il giovane Charlie viene coinvolto in un incidente di macchina nel quale muore il fratellino Sam. Distrutto dal dolore, Charlie rinuncia agli studi e alla sua prediletta vela per accettare un lavoro come custode del cimitero dove é sepolto Sam, e così poter ogni sera incontrarlo e parlarci, secondo quanto gli aveva promesso in punto di morte. Cinque anni più tardi, Charlie incontra Tess, una vecchia compagna di liceo, e con lei fa i conti con la necessità di prendere ormai decisioni importanti per il futuro.

Valutazione Pastorale

L'esperienza del dolore genera capacità di andare oltre l'apparenza. Il fossilizzarsi della memoria blocca l'emozione, e ci vuole un grande sforzo per riprendere il controllo del proprio tempo. Sono temi per certi versi universali che la cultura americana affronta con quel pragmatismo e quella capacità evocativa che poggiano tutto sulla forza dell'individuo. Qui l'elaborazione del lutto é affidata ad un copione anche prevedibile eppure pacato, mai sguaiato, spruzzato di qualche lirismo paesaggistico e di qualche commozione inevitabile. Il momento di Tess viva/non viva é sofferto e incisivo. La storia scorre lungo un esplicito percorso per liberarsi dal senso di colpa e riacquistare responsabilità per se e per gli altri. Argomenti seri svolti senza pedanteria, per un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e in seguito come racconto di facile e immediato coinvolgimeno.

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