SIGNORINAEFFE

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Famiglia - genitori figli, Lavoro, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Wilma Labate
Durata
95'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Domenico Starnone, Wilma Labate, Carla Vangelista Wilma Labate, Francesca Marciano, Carla Vangelista
Musiche
Pasquale Catalano
Montaggio
Francesca Calvelli

Orig.: Italia (2007) - Sogg.: Wilma Labate, Francesca Marciano, Carla Vangelista - Scenegg.: Domenico Starnone, Wilma Labate, Carla Vangelista - Fotogr.(Panoramica/a colori): Fabio Zamarion - Mus.: Pasquale Catalano - Montagg.: Francesca Calvelli - Dur.: 95' - Produz.: Donatella Botti.

Interpreti e ruoli

Valeria Solarino (Emma), Filippo Timi . (Sergio), Sabrina Impacciatore (Magda), Fausto Paravidino (Antonio), Fabrizio Gifuni (Silvio), Giorgio Colangeli (Ciro), Clara Bindi (nonna Martano), Gaetano Bruno (Peppino), Luca Cusani (Felice), Marco Fubini (Angelo), Veronica Gentili (Cecilia), Luigi Lavagetto (ing. Federico Ferri), Rosa Pianeta (Gianna), Ulderico Pesce (barista), Franco Ravera . (Carlo), Alessandra Vanzi (prof.ssa Ferrero)

Soggetto

Torino settembre 1980. Quando la FIAT annuncia che metterà in cassa integrazione circa 15mila operai, ha inizio uno sciopero che durerà per 35 giorni. Alla FIAT lavora come impiegata ma anche imminente laureanda in matematica, la giovane Emma, di famiglia siciliana, che ha una relazione con il suo dirigente Sergio, vedovo con una bambina. Durante una manifestazione spontanea nella fabbrica, Emma conosce Sergio impegnato negli scioperi e, dopo un iniziale rifiuto, cede alle insistenze di lui e vive una storia d'amore che la porta a rompere i rapporti con la famiglia. Intanto, di fronte ai picchettaggi continui, i quadri intermedi si ribellano e organizzano a loro volta una marcia, pretendendo di rientrare per poter lavorare. Emma rompe il rapporto con Sergio. Infine le parti trovano un accordo, e l'attività ricomincia. Vent'anni dopo, in città, Emma sale un taxi. Alla guida c'è Sergio.

Valutazione Pastorale

Lo spunto é dato da fatti che, come si sa, sono realmente avvenuti. Si fa riferimento allo sciopero ma anche (e fu la vera novità) alla marcia dei 40mila, quei 'colletti bianchi' che inscenarono una protesta al contrario. Occupandosi quindi di cronaca che, 27 anni dopo, si appresta a diventare Storia, la regista aveva il dovere di essere scrupolosa e dare un quadro il più completo possibile del periodo. Non é stato così, perchè si parla di quello sciopero come di un esempio quasi isolato, non si fa cenno al contesto sociale di quell'Italia che era ancora insanguinata dal terrorismo e al fatto che appena l'anno prima era stato ucciso proprio a Torino Carlo Casalegno. Lo stridore è ancora più forte dal momento che si fa ricorso a filmati televisivi d'epoca che fanno 'atmosfera' ma risultano incongrui con la ricostruzione d'epoca e con una storia d'amore più melodrammatica che realistica. L'Emma combattuta tra il bel rivoluzionario e il dirigente immobile regge poco la propria credibilità. E in definitiva il copione sbanda proprio nel voler mescolare sentimenti e politica. Se si voleva riportare l'attenzione sulla classe operaia, ci voleva una scelta narrativa più secca, forse anche più di 'finzione' ma con accenni di 'verità'. Così i fatti vengono travisati, e Wilma Labate cade nella trappola del retorico. L'occasione è comunque giusta per parlare di quegli anni, rileggerli e rifletterci sopra, e il film, dal punto di vista pastorale (umanità dei personaggi, la famiglia, l'emigrazione, il duro lavoro quotidiano) é da valutare come discutibile e non privo di ambiguità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato sia in programmazione ordinaria sia in successive occasioni, tenendo presenti le osservazioni fatte sopra.

Le altre valutazioni

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