SLAM

Valutazione
Accettabile-riserve, Complesso, dibattiti**
Tematica
Razzismo
Genere
Drammatico
Regia
Marc Levin
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Slam
Distribuzione
Lucky Red

Orig.:Stati Uniti (1998)- Sogg.:Marc Levin,Richard Stratton - Scenegg.:Marc Levin,Bonz Malone,Sonja Sohn,Richard Stratton,Saul Williams - Fotogr.(Panoramica/a colori):Mark Benjamin - Mus.:DJ Spooky - Montagg.:Emir Lewis - Dur.:100' - Produz.:Henri M.Kessler, Marc Levin,Richard Stratton.

Interpreti e ruoli

Saul Williams (Raymond Joshua), Sonja Sohn (Lauren Bell), Bonz Malone (Hopha), Beau Sia. (Jimmy Huang)

Soggetto

A Washington,oggi,il giovane Raymond Joshua passa le giornate senza una precisa occupazione. La sua ispirazione lo porta ad unire versi poetici in rima e i ritmi della musica rap con molta istintività e armonia. Scrive una poesia per uno spacciatore suo amico,nel momento in cui una improvvisa raffica di colpi lo fa crollare a terra. Raymond viene arrestato, condannato alla pena minima e rinchiuso in carcere. Qui alcuni detenuti credono che lui abbia fatto la spia e cercano di ucciderlo. Ottiene poi carta e penna,e comincia scrivere. Durante una lezione per i carcerati,recita una sua poesia e tutti lo ascoltano con ammirazione. Lauren,l'insegnante all'ultimo giorno dell'incarico,lo incoraggia ad usare questa sua forza espressiva. Pagata la cauzione,Raymond esce, rivede l'amico spacciatore che è diventato cieco e vuole la vendetta. Raymond gli dice che è arrivato il momento di mettere fine alla spirale della violenza e delle vendette. Va a trovare Lauren,e tra i due nasce un'intesa affettiva. Intanto si avvicina il giorno in cui deve presentarsi in tribunale per il nuovo processo. Invitato da Lauren, va allo Slam,un locale dove si esibiscono poeti estemporanei. Qui ha grande successo con una sua composizione. Lascia il locale e, nella notte, arriva all'obelisco che fronteggia la Casa Bianca. Pensoso, vi si appoggia di spalle. Ormai ha deciso che affronterà il nuovo processo.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un interessante, denso film indipendente americano, opportunamente premiato nel 1998 al Sundance Film Festival e al festival di Cannes. Con buona ragione il regista definisce questa sua produzione un "film-verità": la figura principale (il poeta- rapper Raymond)é il prototipo di una numerosa schiera di ragazzi di colore che affollano le periferie di tante città americane e vivono passando dalla strada alla prigione, e cercando di capire i motivi di questo inesorabile percorso. Il film si muove senza dubbio dalle parti del cinema di Spike Lee: ne ripete la rabbia e la forza di ribellione. Ma quasi, si potrebbe aggiungere, rispetto a Spike Lee denota una maggiore asciuttezza, una capacità introspettiva che scava a fondo nella psicologia della gente di colore americana e ne tira fuori senza remore i pregi ma anche i difetti, la difficoltà di vincere la paura di se stessi. Attraverso un dialogo spesso fitto ma quasi mai superfluo, il film costruisce le premesse di un incontro tra persone emarginate che il binomio poesia - musica riesce a far dialogare, gettando le basi per dire no alla droga, alla violenza, alla vendetta. Film anche crudo ma sincero e sofferto. Dal punto di vista pastorale, evidenziate riserve per le possibili difficoltà di lettura e per alcune situazioni realistiche, resta la sostanza di un film complesso, da utilizzare per ampi dibattiti. UTILIZZAZIONE: per quanto detto sopra, il film, più che in una programmazione ordinaria, si presta ad un'offerta in situazioni mirate, per avviare una riflessione su temi quali il razzismo, la cultura afroamericana, il rapporto poesia - musica. E' da ricordare che il film è proposto in versione originale con i sottotitoli italiani.

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