SNOWPIERCER

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti
Tematica
Carcere, Fantascienza, Fumetti- Graphic novel, Potere
Genere
Metafora
Regia
Bong Joon Ho
Durata
126'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Corea del Sud, Francia, Stati Uniti
Titolo Originale
Snowpiercer
Distribuzione
Koch Media
Soggetto e Sceneggiatura
Kelly Masterson, Bong Joon Ho tratto dal fumetto "Le Transperceneige" di Jacques Lob, Benjamin Legrand, Jean Marc Rochette
Musiche
Marco Beltrami
Montaggio
Steve M. Choe

Orig.: Corea del Sud/Stati Uniti/Francia (2013) - Sogg.: tratto dal fumetto "Le Transperceneige" di Jacques Lob, Benjamin Legrand, Jean Marc Rochette - Scenegg.: Kelly Masterson, Bong Joon Ho - Fotogr.(Panoramica/a colori): Hong Kyung pyo - Mus.: Marco Beltrami - Montagg.: Steve M. Choe - Dur.: 126' - Produz.: Jeong Tae Sung, Steven Nam, Park Chan Wook.

Interpreti e ruoli

Chris Evans (Curtis), Jamie Bell (Edgar), Song Kang ho (Namgoong Minsoo), John Hurt (Gilliam), Tilda Swnton (Mason), Ed Harris (Wilford), Octavia Spencer . (Tanya), Ewen Bremner (Andrew), Luke Pasqualino . (Grey)

Soggetto

Anno 2031. L'esperimento per contrastare il riscaldamento globale è fallito, l'Era Glaciale sta eliminando tutti gli abitanti del Pianeta. Unici sopravvissuti sono coloro che sono riusciti a prendere un posto sullo "Snowpiercer", un treno ad alta velocità che fa il giro del mondo e trae energia da un motore in moto perpetuo. Quel treno però è diventato un concentrato di società diviso in classi sociali. E i poveri ammassati nelle ultime carrozze cominciano a pensare di ribellarsi, camminando verso i ricchi situati nei lussuosi vagoni anteriori...

Valutazione Pastorale

L'incombere della fine del mondo, la voglia disperata di salvarsi, la paura irrazionale della morte, l'ansia crescente di ribellione: sono tutti temi che si rincorrono in questo fantasy ispirato ad un fumetto francese, sceneggiato da un americano e diretto da un coreano. Un racconto ad altro tasso di visionarietà che ben presto si allontana dal realismo per correre lungo i territori della metafora: con uno stile aspro e incalzante, con uno sguardo tra pietà e cinismo che ne fanno una inattesa novità all'interno del genere 'fantascienza surreale'. Il destino e i bisogni eterni dell'essere umano fanno i conti con le differenze sociali, con la politica spietata e indifferente, con un destino che chiede scelte estreme. Lo spettacolo è forte, roboante, lo spazio del luogo unico genere claustrofobia e fa prevalere una sensazione dominante di pessimismo. Tra squarci di futuro e occhio sul presente, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come avvio alla riflessione sui molti spunti che propone in ambito di fantascienza/metafora. Non privo di immagini crude, richiede attenzione per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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