SOTTO FALSO NOME

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Giallo - Triller, Letteratura
Genere
Thriller
Regia
Roberto Andò
Durata
95'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Italia, Svizzera
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Ludovico Einaudi
Montaggio
Claudio Di Mauro

Orig.: Italia/Svizzera (2004) - Sogg. e scenegg.: Roberto Andò, Salvatore Marcarelli - Fotogr.(Scope/a colori): Maurizio Calvesi - Mus.: Ludovico Einaudi - Montagg.: Claudio Di Mauro - Dur.: 95' - Produz.: Fabrizio Mosca, Ruth Waldburger.

Interpreti e ruoli

Daniel Auteuil (Daniel), Greta Scacchi (Nicoletta), Anna Mouglais (Mila), Giorgio Lupano (Fabrizio), Magda Mielcarz (Ewa), Serge Merlin (padre di Daniel), Michel Lonsdale (David), Georges Guerreiro . (Jost)

Soggetto

Famoso e ricco scrittore, Daniel si è sposato con una italiana dalla posizione ugualmente solida, l'avvocato Nicoletta. Fabrizio, il figlio avuto dalla donna da un precedente legame, sta per sposarsi a Capri. Nel viaggio di trasferimento verso l'isola, Daniel vive un rapido rapporto con una ragazza incontrata sul traghetto. Il giorno dopo, al momento delle nozze, si accorge che quella ragazza é Mila, la futura moglie di Fabrizio. Proveniente da una modesta famiglia polacca, di origine ebrea, trapiantata in Francia ai primi del Novecento, Daniel è diventato noto in tutto il mondo con un romanzo considerato un capolavoro firmato con lo pseudonimo Serge Novak. David, il suo agente letterario, fa in modo che il mistero su questa identità non venga svelato. Mentre il rapporto tra Daniel e Mila va avanti, qualcuno ha scoperto chi è in realtà Serge Novak e ora lo ricatta, chiedendo molto denaro a titolo di risarcimento. Dopo aver tentato di opporsi, Daniel capisce di essere in trappola e segue le indicazioni dei ricattatori. Tutto risale a circa venti anni prima quando, in Polonia, un amico di Daniel era morto, lasciandogli in custodia quel manoscritto che poi Daniel stesso ha pubblicato, inventandosi un altro nome. Ma la verità è stata ricostruita da due ragazze che hanno agito in incognito. Una é proprio Mila. Allora emerge che sempre in quel periodo Daniel aveva avuto anche una figlia, che poi aveva abbandonato a se stessa. Il rimorso travolge lo scrittore, che ormai si lascia portare via in manette dalla polizia polacca.

Valutazione Pastorale

Roberto Andò ha esordito nel 1999 con "Il manoscritto del principe", incentrato sulla figura di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l'autore de "Il gattopardo". La letteratura è centrale anche in questo secondo titolo, sia pure sottesa nel più ampio quadro di un thriller dalle movenze psicanalitiche. Dunque qui c'é la letteratura come plagio, come furto di idee, ossia quella situazione nella quale un individuo si sostituisce ad un altro, non fisicamente ma in quello che la sua creatività ha prodotto. Tale individuo poi non si presenta in prima persona ma assume uno pseudonimo per confondere ancora di più le acque. Gli enigmi letterari e gli enigmi esistenziali si incontrano e si confondono in questo caso nella sintesi cinematografica. Ed è a questo punto che Andò (siciliano come Pirandello e Sciascia) perde di vista coerenza, concentrazione, capacità descrittive. Il racconto si ingarbuglia, gira su se stesso, cala nell'incoerenza, precipita nell'artificioso. Alla fine i nodi restano irrisolti, non si capisce se Mila è la figlia di Daniel, non è chiaro come si arrivi a quell'epilogo. Una gran confusione insomma in un film che pure presentava tematiche interessanti e che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, aggiungendo poi scabrosità per i passaggi insistiti e inutili dedicati al rapporto tra i due protagonisti. UTILIZZAZIONE: in programmazione ordinaria, il film è da riservare ad un pubblico adulto. Più opportuno é l'utilizzo in occasioni mirate, come esempio di thriller con implicazioni letterarie. Molta attenzione è da tenere per i minori in previsione di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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