SOTTO GLI ULIVI *

Valutazione
Accettabile, Semplice
Tematica
Rapporto tra culture
Genere
Commedia
Regia
Abbas Kiarostami
Durata
103'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Iran
Titolo Originale
ZIR- E DERAKHTAN- E ZEYTUN
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Abbas Kiarosta
Musiche
Farshid Rahimian
Montaggio
Abbas Kiarostami

Sogg. e Scenegg.: Abbas Kiarosta-mi - Fotogr.: (panoramica /a colori) Hossein Jafarian, Farhad Saba - Mus.: Farshid Rahimian - Montagg.: Abbas Kiarostami - Dur.: 103' - Produz.: Abbas Kiarostami

Interpreti e ruoli

Farhad Kheradmand (Il primo regista), Mohamad Ali Kesharvaz (L'altro regista), Hossein Rezai (Hossein), Tahereh Ladanian (Tahereh), Farhad Kheradmand, Zarifeh Shiva, Ahmad Ahmadpour, Mahbanu Darabin, Babak Ahmadpour

Soggetto

Un regista iraniano e intenzionato a girare un film con attori non professionisti, scelti fra gente povera e primitiva dell'entroterra, ulteriormen-te impoverita e isolata da un recente terremoto. Aiutato da una donna meno analfabeta e piu intraprendente di quelle del posto, procede alla selezione di alcune giovani, fra decine e decine di aspiranti attrici, rigorosamente avvolte nel loro costume. Fra loro la graziosa Tahereh che appare meno remissiva delle altre e attaccata a qualche idea del tutto sua. Venuto meno il giovane scelto per recitare la sua parte con Tahereh, viene sostituito all'ultimo momento da Hossein, il tuttofare della troupe, che fuori dal set corteggia da tempo la giovane, rimasta orfana dopo il terremoto e affidata ad un'arci-gna nonna, che gliela rifiuta. Un film nel film che affascina l'estroso regista il quale spera di poter agevolare l'intesa dei due giovani, proprio facendoli incontrare sul set, incuriosito dai loro comportamenti e dai loro inamovibili schemi mentali. Ma il suo benevolo tentativo di mediazione va a vuoto per l'ostinata resistenza di Tahereh, resistenza misteriosa e non facilmente deci-frabile.

Valutazione Pastorale

In questo film inusitato di Abbas Kiarostami si puo cogliere l'intento del regista di deplorare le forzature e gli artifici, i manieri-smi e le finzioni cui viene in qualche modo costretto l'attore professionista davanti alla macchina da presa, mettendo invece l'accento sulla realta piu umana e piu vera che si svolge fuori dal set. Ma e proprio questa l'arte del-l'attore professionista nel rendere verosimile la finzione che recita, come la bravura del regista e quella di ottenere dall'attore il massimo di spontaneita e di espressivita. Piu interessante e il fatto che lo spettatore proveniente da cul-ture diverse possa venir introdotto nei dinamismi psicologici e gli schemi culturali di un mondo a lui sconosciuto, e imparare ad accettare l'altro per quello che e. Interessanti le soluzioni narrative cinematografiche e fotografi-che del regista e le sue scelte paesaggistiche.

Le altre valutazioni

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