SOTTO IL VESTITO NIENTE II

Valutazione
Inaccettabile, Violento
Tematica
Genere
Thrilling
Regia
Dario Piana
Durata
95'
Anno di uscita
1988
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
SOTTO IL VESTITO NIENTE II
Distribuzione
Artisti Associati International
Soggetto e Sceneggiatura
Dario Piana, Claudio Mancini, Achille Manzotti Carlo Vanzina, Enrico Vanzina

Sogg.: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina - Scenegg.: Dario Piana, Claudio Mancini, Achille Manzotti - Fotogr.: (normale/a colori), Alan Jones - Mus: Roberto Cacciapaglia - Mont: Alessio Mazzoni - Dur.: 95' - Produz.: Gruppo Bema, Reteitalia - Vietato ai minori degli anni quattordici

Soggetto

durante una sfilata di modelli di biancheria intima a Milano, un vecchio e potente uomo d'affari, Rizzi, interessato a Sylvia, una delle indossatrici, ordina ad Alex Conti, loro spregiudicato manager di combinargli un incontro con la ragazza. Alex allora invita la giovane e le sue tre amiche Lauren, Michelle e Lesley a casa sua: quando sopraggiunge Rizzi, Sylvia, comprese le sue intenzioni si ribella, ma immobilizzata dalle sue colleghe deve soccombere alle violenze del vecchio. Fugge poi sconvolta nella notte con la macchina di Alex e dopo aver investito, per fortuna non gravemente, un metronotte scompare nel nulla. La mattina successiva il regista di spot pubblicitari David Cahill la cerca per iniziare il suo lavoro, ma né Alex né le tre amiche sanno niente di lei. A chiarire il mistero della sua scomparsa arriva il commissario Brandani il quale annuncia a tutti che il cadavere carbonizzato di Sylvia è stato trovato all'alba a 10 Km di distanza dalla casa di Alex. Nessuno sa spiegare l'accaduto e David soprattutto rimane scioccato dalla notizia della morte di quella ragazza che per lui significava molto poiché diversa dalle altre. A sostituire validamente la morta giunge, dall'America, Melanie, la quale inizia una storia d'amore con David che vuole comunque scoprire il mistero della morte di Sylvia. La polizia intanto ha scoperto che la ragazza prima di bruciare nella macchina era stata colpita alla tempia destra con una pistola e quindi uccisa con premeditazione. Leslye, Michelle e Lauren incominciano a provare rimorso per ciò che fecero alla loro amica e si confidano con Alex che però le invita a non pensarci più. Ma durante un video clip Lesley viene colpita a morte; anche Michelle viene uccisa negli studi da un assassino che ella riconosce prima di soccombere. Inoltre pure il vecchio stupratore di Sylvia, Rizzi, viene brutalmente ammazzato. La polizia non sa più spiegarsi il motivo di tante persone uccise e il loro legame con la morte di Sylvia. David sembra angosciarsi per il precipitare degli avvenimenti. Lauren l'unica ragazza di quella notte è ora terrorizzata, teme anche lei di morire come le amiche: si rifugia da Alex il quale però anche lui dopo una disperata lotta viene ucciso dalla stessa misteriosa furia omicida. Lauren fugge da David e gli racconta di quella notte: ma l'uomo deve partire per Londra insieme a Melanie per lavoro. Rimasta sola in casa di David scopre che Melanie è la sorella di Sylvia e che forse è proprio lei l'autrice di tutti i delitti compiuti per vendicare la violenza subita dalla povera Sylvia. David improvvisamente ritorna e per Lauren è ora tutto chiaro: non è Melanie l'assassina ma proprio David che dopo aver ucciso Sylvia per disperazione, ha continuato ad ammazzare tutti coloro che avevano abusato di lei. Anche Lauren alla fine viene uccisa dal folle David: Melanie ha udito tutto e per lei è una folgorazione. L'uomo che ormai è fuori di sé sta per spararle ma sopraggiunge fortunosamente il commissario Brandani che lo colpisce alle spalle e lo uccide sul colpo. A Melanie non resta altro che piangere sul corpo di quell'uomo che in modo distorto aveva pur amato sua sorella e ne aveva difeso la dignità offesa.

Valutazione Pastorale

è un film di una noia indicibile, con una trama farraginosa senza un minimo di senso logico. È pieno di incongruenze con protagonisti che si muovono come marionette impazzite: tutto fa pensare alla colpevolezza di Melanie o addirittura ad una Sylvia non morta vendicatrice del suo onore. La rivelazione che invece è David l'assassino lascia spiacevolmente sorpresi. La polizia poi fa una pessima figura di un'ingenuità e di una leggerezza senza limiti e senza giustificazione. Del tutto fuori luogo poi la maestosa eleganza dello studio del commissario Brandani, degno di un personaggio ben più importante di lui. La scenografia a volte è riuscita (vedi gli spot pubblicitari) ma è solo spettacolo fine a se stesso per niente pertinente allo svolgersi della macchinosa vicenda densa di effettacci, volgarità e violenze inaudite. Insulsa la sceneggiatura e scadente l'interpretazione.

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