STATE OF PLAY

Valutazione
Consigliabile, problematico * *
Tematica
Giallo - Triller, Mass-media, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Kevin MacDonald
Durata
125'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
State of Play
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Matthew Michael Carnahan, Tony Gilroy, Billy Ray ispirato alla omonima serie televisiva della BBC creata da Paul Abbott
Musiche
Alex Heffes
Montaggio
Justine Wright

Orig.: Stati Uniti (2009) - Sogg.: ispirato alla omonima serie televisiva della BBC creata da Paul Abbott - Scenegg.: Matthew Michael Carnahan, Tony Gilroy, Billy Ray - Fotogr.(Scope/a colori): Rodrigo Prieto - Mus.: Alex Heffes - Montagg.: Justine Wright - Dur.: 125' - Produz.: Tim Bevan, Eric Fellner, Andrew Hauptman, Ellen Bronfman.

Interpreti e ruoli

Russell Crowe (Cal McAffrey), Ben Affleck (Stephen Collins), Rachel McAdams (Della Frye), Robin Wright Penn (Anne Collins), Helen Mirren (Cameron Lynne), Jason Bateman (Dominic Foy), Jeff Daniels (George Fergus), Rob Benedict (Milt), Viola Davis . (dott.ssa Franklin), Katy Mixon . (Ronda Silver), Maria Thayer (Sonia Baker), Wendy Makkena (Greer Thornton)

Soggetto

Mentre é impegnato nel suo ruolo di presidente della Commissione incaricata di approvare le spese della Difesa, il deputato Collins riceve la notizia che la sua prima collaboratrice é stata trovata uccisa nella metropolitana. Del fatto comincia ad occuparsi Cal McCaffrey, giornalista del Washington Globe, amico di college di Collins e già innamorato della moglie di lui Anne. Il primo dato che emerge (Colins e la ragazza erano amanti, anzi lei era incinta e lui non lo sapeva) apre la strada ad una serie di scoperte che, dopo percorsi tortuosi, conducono ad accertare pesanti responsabilità di Collins stesso nella gestione del proprio ruolo: il delitto della ragazza e altri che ne sono seguiti sono stati determinati dai suoi inconsulti comportamenti. Cal ora può scrivere l'articolo e farlo uscire in prima pagina.

Valutazione Pastorale

All'origine c'è una serie televisiva della BBC. Il passaggio al copione cinematografico avviene all'interno di quel macrogenere che mette insieme thriller, dramma, denuncia, ispirazione civile. Collocata in contesti estremamente realistici, la storia di finzione acquista accenti di forte concretezza, stretta intorno a dilemmi attuali e stringenti: verità e bugia, innanzi tutto, il ruolo della politica tra servizio e corruzione, lo stato di salute del giornalismo tra ricerca di scoop fine e se stesso e voglia di scoprire il giusto; la famiglia da dividere tra pubblico e privato. Argomenti forti che la regia, secondo tradizione, diluisce su ritmi narrativi, incalzanti, robusti, vigorosi. Senza perdere un colpo. Riflessione e azioni procedono così di pari passo e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e certo problematico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito come proposta di spettacolo totale e avvincente.

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