SWINGERS

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Giovani
Genere
Commedia
Regia
Doug Liman
Durata
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
SWINGERS
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Jon Favreau
Musiche
Justin Reinhardt
Montaggio
Stephen Mirrione

Sogg. e Scenegg.: Jon Favreau - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Doug Liman - Mus.: Justin Reinhardt -Montagg.: Stephen Mirrione - Dur: 96' Produz.: Victor Simpkins, Nicole Shay La Loggia

Interpreti e ruoli

Jon Favreau (Mike), Vince Vaughn (Trent), Ron Livingston (Rob), Patrick Van Horn (Sue), Alex Desert (Charles), Heather Graham (Lorraine), Deena Martin (Christy), Katherine Kendall, Brooke Langton, Blake Lindsley.

Soggetto

Cinque ventenni americani di oggi sono alle prese con i problemi della ricerca del cosiddetto amore vero. Mike è un attore in crisi che ha appe-na lasciato la donna della sua vita alla ricerca del successo ad Hollywood. Dopo alcuni mesi, Mike però è ancora incollato alla segreteria telefonica, ripensa al passato, e aspetta notizie dalla sua ragazza. Gli amici Trent, Rob, Sue, e Charles sono stanchi di vederlo sempre imbronciato e decidono di fare qualcosa per smuoverlo. Trent fa da guida a Mike nel mondo dei single. Vanno a Las Vegas, perdono tutti i soldi, tornano a Los Angeles, girano da un locale all’altro attraverso feste, party, riunioni con discussioni intermina-bili sul cinema, l’attore, le donne. Forse dal confronto con gli altri potrà nascere qualche chiarezza per il futuro.

Valutazione Pastorale

la storia è raccontata con il linguaggio della cosid-detta “cocktail generation”, il movimento giovanile degli anni Novanta che ha avuto molto seguito in America, e soprattutto in California. Il film cerca di cogliere la situazione esistenziale di un gruppo di ragazzi, l’amicizia tra di loro e le insicurezze che li affliggono. I problemi presentati sono molto seri, siamo di fronte al ritratto di una gioventù prigioniera della propria ansia di voler fare tutto ma di non sapere che cosa: la chiacchiera diventa quasi una sorta di ultima difesa, prima di arrendersi al nulla. L’elemento femminile è desiderato ma mai raggiunto, e resta fonte di ulteriore confusione. Il tono è ironico, ma si ride amaramente. Dal punto di vista pastorale, la rappresenta-zione si dimostra attenta e realistica, risultando positiva come denuncia di precarietà, ma anche un po’ compiaciuta nel dialogo, nelle situazioni calcate con troppa facilità e superficialità, dando spazio a scabrosità che potevano essere evitate. Utilizzazione: il film ha atmosfere molto segnate in senso americano, e nel-l’insieme sembra difficile coglierne tutte le sfumature. Poco adatto quindi per la programmazione ordinaria, si fa preferire in contesti più ristretti, per avere informazioni immediate su una gioventù americana forse meno visibile in altri prodotti più commerciali e spettacolari.

Le altre valutazioni

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