Tenet

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Politica-Società, Scienza, Spy-story, Terrorismo
Genere
Fantascienza - Thriller, Spionaggio
Regia
Christopher Nolan
Durata
150'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Gran Bretagna /Usa
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
Warner Bros
Soggetto e Sceneggiatura
Christopher Nolan
Fotografia
Hoyte van Hoytema
Musiche
Ludwig Göransson
Montaggio
Jennifer Lame
Produzione
Christopher Nolan, Emma Thomas, Syncopy Films, Warner Bros.

Interpreti e ruoli

John David Washington (Il Protagonista), Robert Pattinson (Neil), Elizabeth Debicki (Kat), Kenneth Branagh (Andrei Sartor), Michael Caine (Michael Crosby), Himesh Patel (Mahir), Aaron Taylor Johnson (Ives), Martin Donovan (Victor), Dimple Kapadia (Priya )

Soggetto

Non conosciamo il suo nome. Sappiamo solo che si chiama Protagonista ed è un agente segreto addestrato alle situazioni più impervie ed estreme. Tra i migliori su piazza, viene quindi chiamato a prendere parte a una missione disperata: evitare la Terza guerra mondiale, il deragliamento globale dietro alle inquietanti sperimentazioni sul tempo condotte da un potente oligarca, Andrei Sator. Il nostro Protagonista scopre, infatti, che esistono un tempo ordinario e un tempo invertito, dimensioni parallele e pericolosamente tangenti. Ad aiutarlo in questa complicata partita a scacchi che si gioca lungo sette Paesi – Estonia, Italia, India, Danimarca, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti – ci sono anche gli agenti Neil e Mahir. A complicare le cose il bisogno di mettere in sicurezza una giovane donna, Kat, e suo figlio…

Valutazione Pastorale

Labirintico è il mondo di Christopher Nolan, un labirinto geniale. Il regista londinese, classe 1970, con vent’anni di carriera alle spalle e poco più di una decina di film realizzati – tra questi la trilogia di “Batman” (2005-2012), “Inception” (2010), “Interstellar” (2014) e “Dunkirk” (2017) –, è riuscito a imporsi sulla scena hollywoodiana con uno stile visionario, imponente e con una precisa idea di cinema. Nolan, infatti, è capace di abitare con disinvoltura i diversi generi del cinema classico, rielaborando tutto con uno sguardo immersivo, a tratti cupo, graffiante e magnetico, capace di sorprendere ogni volta lo spettatore. E conferma queste qualità anche con il suo ultimo film, “Tenet”, uno sci-fi di spionaggio che si ammanta di un alone filosofico, cerebrale. “Tenet” richiama molto il mondo ad alto tasso di spionaggio alla 007, un dedalo di intrighi dove la posta in ballo è la salvezza dell’umanità; a questo canovaccio classico si aggiunge lo specifico ideativo-visivo alla Nolan, ovvero l’amplificazione visionaria della narrazione attraverso la manipolazione, o meglio liquefazione, delle dimensioni spazio e tempo. “Tenet”, infatti, imbocca lo stesso sentiero già esplorato con “Inception” ben dieci anni fa. Lì l’azione si svolgeva tra realtà e dimensione onirica, inconscio; Nolan però, genio sempre in cerca di sguardi originali ed enigmatici, in tal caso non si è accontentato solo del mero piano onirico, bensì anche di ulteriori viaggi nel sogno, esplorandone più e più dimensioni. Con “Tenet”, seppur partito dagli stessi presupposti, il regista arriva a sostituire il sogno con il tempo: la storia e l’azione percorrono il tempo in maniera lineare, progressiva, come pure invertita. Un vero e proprio azzardo, conquistato da una forzatura della ricerca scientifica, che può comportare anche il rischio per la Storia e la memoria. Ovviamente il punto di vista che interessa a Nolan è quello nei limiti di un grande film di spionaggio. C’è sì una denuncia dei rischi di deragliamento per la società globale dietro a pericolose svolte della scienza, senza ancoraggio dell’etica e del rispetto dei valori umani, ma c’è soprattutto un potente racconto di tensione che fonde fantascienza, filosofia e le regole del cinema action. E a ben vedere, quello che conquista di più del film è proprio questa notevole messa in scena visiva. Si comprende, e non poco, quanto Nolan sia proteso verso un controllo maniacale della macchina narrativa, affinché la sua idea originale di rappresentazione del tempo e della sua inversione risulti assai credibile e avvincente. In questo non possiamo che esprimere un chiaro plauso, perché il film è potente, magnetico e del tutto coinvolgente. Ciò che forse convince di meno, in verità, è un elemento base del racconto, ossia l’approfondimento dei personaggi, la loro strutturazione e sfaccettatura. Sono di certo ben concepiti, ma non sanno regalare emozioni; sono poco empatici e coinvolgenti. Questo rischia di rendere la narrazione fredda e distaccata. Se dunque la messa a punto dell’azione risulta eccellente, con quelle svolte narrative inaspettate e sbalorditive, accompagnate da una regia presente, vigorosa e puntuale, l’impianto della storia non sempre tiene il passo. A volte sembra quasi in affanno dietro a quadri visivi bellissimi. Concludendo, va riconosciuto al regista Christopher Nolan il merito di scommettere sempre su un cinema di ricerca, di sperimentazione, che non ha paura di osare e di confrontarsi con budget imponenti e, nel contempo, con un mercato del cinema sempre più instabile, insidiato da nuove dinamiche di fruizione. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, facendo attenzione alle scene di violenza per il pubblico di minori. Può essere recuperato per dibattiti sul tema del rapporto uomo-scienza, natura-scienza.

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