TESTE RASATE

Valutazione
Inaccettabile, Violento
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Claudio Fragasso
Durata
99'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
TESTE RASATE
Distribuzione
Century Film Europa
Soggetto e Sceneggiatura
Rossella Drudi Carmine De Benedittis
Musiche
Eugenio Bennato, Sergio Cammariere
Montaggio
Ugo De Rossi

Sogg.: Carmine De Benedittis - Scenegg.: Rossella Drudi - Fotogr.: (panoramica/a colori) Luigi Ciccarese - Mus.: Eugenio Bennato, Sergio Cammariere - Montagg.: Ugo De Rossi - Dur.: 99' - Produz.: Carmine De Benedittis

Interpreti e ruoli

Gianmarco Tognazzi (Marco), Franca Bettoja (Roberta), Fabienne Gueye (Zaira), Giulio Base (Saverio), Flavio Bucci (Riccardo), Stefano Molinari (Beppe), Enzo Marcelli (Roberto), Marco Morabito, Giulio Bianchini, Francesco Acquaroli, Francesca Riolo, Massimo Vanni, Roberto Blanco, Veronica D'Ombra

Soggetto

il ventiduenne Marco che vive nella periferia romana con la madre Roberta, un'infermiera che fa i doppi turni di lavoro per mantenerlo, è un giovane viziato: ha cambiato sette scuole ma non è riuscito a prendere un diploma; la sua vita si svolge o in compagnia di tre amici tra moto e scorribande notturne nei locali (alla ricerca di novità da esaltare il giorno dopo al solito bar) oppure in incontri amorosi con Zaira, una giovane colf somala a servizio nel piano di sotto dello stabile dove abita. Quando ha modo di incontrare Saverio, una "testa rasata", un leader autoritario che agisce senza esitare in una situazione dove nessun altro ha coraggio di prendere l'iniziativa, (malmenando uno zingaro che aveva insultato due donne) Marco lo segue, lo spia e scopre che questi, detto il Fuhrer, è a capo di un nucleo di "naziskin" che praticano arti marziali e spedizioni punitive contro extra comunitari ed i commercianti ebrei. L'illusione di libertà e potere prospettato dal gruppo dei "naziskin" lo spinge a vivere una doppia vita e a trasformarsi in una "testa rasata" tenendo, tuttavia, nascosto il rapporto amoroso con Zaira mentre il suo senso della realtà vacilla incrinando le relazioni con i suoi amici e con sua madre. Per procurare denaro per la causa dei "naziskin", Marco decide di rubare i risparmi di Zaira; picchia a sangue la giovane ma nella lotta rimane gravemente ferito riuscendo, tuttavia, a raggiungere il covo dei "naziskin". Costoro, dopo avergli preso i soldi rubati a Zaira, lo lasciano morire per evitare complicazioni con la polizia. Al funerale di Marco oltre agli amici del bar arrivano in parata gli irriducibili "naziskin" a rendere omaggio al morto.

Valutazione Pastorale

il film non possiede né la validità ed il rigore di un documentario né la capacità critica della "fiction", così da generare il dubbio che esista uno squilibrio tra le intenzioni iniziali (fare un film "crudo" sul fenomeno dilagante dei "naziskin" nel tentativo di capire perché esiste una forma di "fascinazione" da parte dei giovani nei confronti di questo movimento neonazista) ed il risultato finale inconsapevolmente fazioso. L'opera si carica di violenza fino ad esplodere ma non sembra mai prendere una posizione decisa contro l'ideologia dei "naziskin". Il comportamento del protagonista non è altro che il tentativo di uscire dalla sacca di vuoto esistenziale in cui si trova. Il fatto sconcertante è che sono le condizioni sociali a fargli apparire come modello eroico il capo del gruppo dei "naziskin".

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