TEXAS

Valutazione
Discutibile, realistico
Tematica
Famiglia, Giovani, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Fausto Paravidino
Durata
100'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Nicola Tescari
Montaggio
Giogiò Franchini

Orig.: Italia (2005) - Sogg. e scenegg.: Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Carlo Orlando - Fotogr.(Scope/a colori): Gherardo Gossi - Mus.: Nicola Tescari - Montagg.: Giogiò Franchini - Dur.: 100' - Produz.: Fandango in collaborazione con Medusa Film.

Interpreti e ruoli

Riccardo Scamarcio (Gianluca), Carlo Orlando (Davide), Fausto Paravidino (Enrico), Valeria Golino (Maria), Iris Fusetti (Cinzia), Valerio Binasco (Alessandro), Alessia Bellotto (Elisa), Gloria Sapio (Franca), Valeria Sabel (Italia), Teco Celio (Aldo), Eugenio Spineto (Leso), Francesco Pizzo (Oklahoma), Nicola Colajanni (Paco), Katy Markannen (Coma), Roberta Andreoni . (Moby)

Soggetto

Piemonte, in un piccolo centro di provincia. In una villetta, come ogni sabato sera, ci sono Elisa e i suoi amici Enrico, Davide, Gianluca, Cinzia e altri. Tra passato e presente si snodano le vite difficili di questi ragazzi e dei rispettivi genitori. Quelli di Davide hanno chiuso l'alimentari del paese. Per fare contento i propri, Alessandro ha sposato Maria, la maestra , ma le cose non vanno tanto bene. Maria si innamora di Gianluca e la loro relazione provoca forti sommovimenti. Davide ha reazioni isteriche e combina un sacco di guai. Forse niente è destinato a cambiare.

Valutazione Pastorale

Forse, almeno all'inizio, conviene seguire le dichiarazioni del regista, l'esordiente Paravidino: "Il punto di partenza é l'ambiente fisico e sociale del film...Gli abitanti della storia vivono alla periferia di New York e lo sanno...il loro Piemonte é Texas...C'è una generazione contadina che ha visto la guerra (nonni), una generazione industriale che ha visto il boom (genitori), una generazione indecisa che ha visto la televisione (figli)...i personaggi temono più di ogni altra cosa di 'fare brutta figura' e i loro sforzi per evitarla li spingono fatalmente in quella direzione...". Se questo, in sintesi, é il quadro di fondo, va detto che l'approccio del neoregista é abbastanza disincantato e duro. Paravidino non fa sconti sullo stato di incertezza esistenziale che attanaglia le ultime due delle tre generazioni indicate. E soprattutto l'ultima, preda fin troppo facile di richiami opposti e (all'apparenza) non conciliabili: andarsene (dove?) o restare (per fare cosa?). Si resta così nel guado di situazioni di attesa che sfociano in nervosismi e isterismi. Così da un lato il racconto descrive con asciuttezza il venir meno di valori o di punti di riferimento; ma dall'altro non trova il coraggio di far emergere qualche possibili soluzione. Opera prima comunque di buon livello e film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, e di taglio decisamente realistico. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e recuperato più opportunamente in contesti di riflessione sull'Italia contemporanea. Attenzione è da tenere, per la presenza di qualche momento meno controllato, per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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