THE ACCIDENTAL DETECTIVE

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Storia
Genere
Commedia
Regia
Vanna Paoli
Durata
103'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Vanna Paoli
Musiche
brani vari scelti da Edizioni Musicali CAM
Montaggio
Vanna Paoli, Fiorenza Muller

Orig.: Italia (2002) - Sogg: Vanna Paoli liberamente tratto dal romanzo "La scritta sul vetro" di Cristina Acidini - Scenegg.: Vanna Paoli - Fotogr.(Scope/a colori): Franco Di Giacomo, Carlo Tafani, Blasco Giurato (in USA) - Mus.: brani vari scelti da Edizioni Musicali CAM - Montagg.: Vanna Paoli, Fiorenza Muller - Dur.: 103' - Produz.: Corvo Cinematografica.

Interpreti e ruoli

David Kriegel (David Bailey), Cristina Moglia (Dianora Mazzi Tinghi), Sarah Miles (Smeralda Mazzi Tinghi), Thomas Arana (Matt Brandon), sir Donald Sinden (prof.Stein), Philippe Leroy (Mario Del Marro), Sergio Fantoni (notaio Baroni), Franco Interlenghi (Nardini), Sergio Bini Bustric (Arturo), Anna Campori (Gegia), Paolo Bonacelli (direttore galleria Palatina), Carlo Monni (caposervizio galleria Palatina)

Soggetto

L'americano Silbermann, famoso collezionista d'arte, muore improvvisamente a Firenze. Dopo la lettura del testamento, si scopre che, in gran segreto, pochi giorni prima di morire aveva acquistato per 20 milioni di dollari il Palazzo Ridolfi Salviati nel cuore della città toscana. Per scoprire i motivi di questa iniziativa del tutto inattesa, la vedova invia a Firenze il giovane avvocato David Bailey. Ripercorrendo i passi del collezionista, David entra a contatto con un mondo per lui finora sconosciuto: alcune famiglie dell'antica nobiltà fiorentina, antiquari, mercanti d'arte, falsari più o meno dichiarati. Il Palazzo è stato venduto a Silbermann dalla contessa Mazzi Tinghi e, visitandolo, David scopre che le pareti sono piene di buchi, come se il ricco americano volesse cercare qualcosa. Aiutato da Dianora, la figlia della contessa, di cui si innamora, da un archivista, da un critico d'arte inglese e da un architetto, David scopre che Silbermann era sulle tracce di un dipinto del Botticelli disperso da quasi cinque secoli e forse nascosto nello spazio rimasto vuoto tra due stanze confinanti del palazzo. Quando si decide di abbattere la parte, tutti sono presenti: ad emergere è in effetti una tela coprte che si rivela proprio quella del Botticelli. Nei giorni successivi, il dipinto è collocato nel museo accanto a quello con cui costituisce la coppia. Su una figura David vede un oggetto da lui conosciuto. Si volta e in fondo al corridoio c'é il falsario Del Marro, che lo guarda con occhi furbi.

Valutazione Pastorale

In un Paese come l'Italia, che possiede una parte rilevante del patrimonio artistico mondiale, l'argomento è tanto poco trattato quanto del tutto pertinente: il rapporto con le opere d'arte del passato; il modo di procedere a livello di studio o di semplice conoscenza per non lasciarsi schiacciare o condizionare dalla mole di documenti, dalla ricerca a tutti i costi dell'inedito; la bellezza dell'antico che può diventare malattia, o incapacità di distinguere ieri da oggi; il problema infine delle attribuzioni e quindi, dei 'falsi'. Temi di indubbio interesse, si diceva, che la regista Vanna Paoli, evidentemente costretta dalle necessità dei mercati esteri, ha svolto partendo dall'America e quindi guardando Firenze quasi solo nella prospettiva dello straniero da affascinare. In effetti il racconto ha una costruzione curiosamente scoperta e didascalica, alterna toni leggeri, brillanti, un po' gialli, un po' romantici, senza mai andare troppo a fondo nei riferimenti letterari o storici. Le conseguenze si avvertono sulla modesta tenuta narrativa: qualche sbavatura inopportuna, qualche passaggio incerto (forse tagli di montaggio nella versione italiana), troppi personaggi costruiti in modo affrettato (quello di Bonacelli più di tutti), una storia d'amore decisamente frettolosa. A ricondurre la vicenda al punto centrale c'è il falsario interpretato da Philippe Leroy: con espressioni e sguardi che fanno riflettere. Nell'insieme, nonostante qualche difetto, il film diventa un richiamo alla necessità di adoprarsi per far prevalere la verità e per non far scomparire il presente nella artificiosa nostaglia del passato. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, e sostanzialmente semplice. UTILIZZAZIONE: il film può esssre utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto in altre circostanze, anche a studenti, per l'argomento insolito che affronta e per parlare di arte, dipinti, tecniche di restauro.

Le altre valutazioni

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