THE ADDICTION

Valutazione
Discutibile, crudezze
Tematica
Male, Tematiche religiose
Genere
Horror
Regia
Abel Ferrara
Durata
85'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE ADDICTION
Distribuzione
Vitagraph
Soggetto e Sceneggiatura
Nicholas St. JohnNicholas St. John
Musiche
Joe Delia
Montaggio
Mayin Lo

Sogg e Scenegg.: Nicholas St. John - Fotogr.: (Normale/bianco & nero) Ken Kelsh - Mus.: Joe Delia -Montagg.: Mayin Lo - Dur.: 85' - Produz.: Denis Hann, Fernando Sulichin per Fast Films

Interpreti e ruoli

Lili Taylor (Kathleen Conklin), Christopher Walken (Peina), Annabella Sciorra (Casanova), Edie Falco (Jean), Paul Calderon (professore di filosofia), Fredro Starr (Black), Michael Fella (poliziotto), Kathryne Erbe (studentessa), Michael Imperioli (prete), Louis Katz . (dottore)

Soggetto

A New York, Kathleen studia filosofia morale, materia che le offre spunto per porsi continuamente problemi ai quali non trova risposte soddisfacenti. Una sera, tornando a casa, viene aggredita da una donna-vam-piro che la porta in un vicolo e le succhia il sangue. Da quel momento Kath-leen non è più la stessa, si sente in preda ad una sete inarrestabile, il virus del vampirismo sta entrando nel suo corpo. Si conficca allora nel braccio la siringa di un tossicodipendente, poi invita a cena il professore di filosofia morale e lo assale, mordendolo. Alla stessa maniera si comporta con una ragazza conosciuta in biblioteca, con un ragazzo di colore per strada, con un’amica di corso. Viene poi a contatto con Peina, un altro vampiro che le insegna come vivere anche stando in astinenza. Dopo aver addentato un uomo che per strada voleva soccorrerla in un momento di crisi, Kathleen sembra in grado di tornare ad una vita normale. Termina gli studi e prende la laurea. Per festeggiare l’avvenimento, organizza un ricevimento a casa. Qui si ritrovano alcuni vampiri resi tali proprio da Kathleen. Ben presto la serata si trasforma in una orgia sanguinolenta in cui i vampiri infieriscono sugli esseri umani. Ricoverata in ospedale e in fin di vita, Kathleen ottiene l’estre-ma unzione da un prete e chiede perdono. Subito dopo la si vede, mentre porta fiori sulla propria tomba, forse con maggiore tranquillità interiore.

Valutazione Pastorale

il film è del 1995 ed è stato realizzato da Abel Fer-rara prima di “Fratelli” e di “Blackout”. Va certamente ascritto al genere ‘horror’, di cui Ferrara si impossessa per piegarlo ad una dimensione metafi-sica aspra e inquietante. I temi che erano già centrali in film quali “King of New York” e “Il cattivo tenente” tornano qui affrontati in modo diretto, viru-lento, spiazzante. Il Male è al centro del mondo, e del cinema, di Ferrara. L’umanità -dice la battuta chiave del filmnon è cattiva perché fa il male, fa il male perché è cattiva. Su questo teorema, il racconto intesse una storia di dolore e sofferenza, dove la ricerca di un spiegazione a questo Male e l’aspi-razione al perdono si fondono nella discesa agli inferi del vampirismo, nel contatto con la distruzione del corpo, da cui solo può uscire un’anima intatta e rigenerata. Tormentato e anticonsolatorio, il film è l’espressione di un cat-tolicesimo che sa di trovare solo nel sacrificio il luogo del recupero di se stessi e vede nella New York post moderna lo scenario di una crudeltà infida e corrosiva. Girato in bianco e nero, il film è, dal punto di vista pastorale, un forte e impegnativo luogo di confronto sui grandi temi della coscienza, del libero arbitrio, dell’aldilà. Film con molte crudezze, ma da discutere in maniera attenta e ampia. Utilizzazione: per il suo svolgimento particolare sopra descritto, il film si indirizza senz’altro ad un pubblico attento e preparato, e può risultare utile la sua proposta, insieme a materiali di supporto e opportuni dibattiti, per discu-tere su problemi che interpellano anche comunità ecclesiali sensibili e matu-re.

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