THE BLAIR WITCH PROJECT

Valutazione
Discutibile, velleitario
Tematica
Nuove tecnologie
Genere
Drammatico
Regia
Daniel Myrick, Eduardo Sanchez
Durata
70'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The blair witch project
Distribuzione
Filmauro
Montaggio
Daniel Myrick, Eduardo Sanchez

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg. e scenegg.: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez - Fotogr.(16 mm. B&N/colore): Neal Fredericks - Musica: Tony Cora - Montagg.: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez - Dur.: 70' - Produz.: Gregg Hale, Robin Cowie.

Soggetto

Il 21 ottobre 1994 Heather Donahue, Joshua Leonard e Michael Williams, tre studenti, si avventurano nei boschi di Black Hill Forrest, nel Maryland, per realizzare un documentario su Elly Kedward, accusata di stregoneria e cacciata dalla città di Blair alla fine del 1700. Da allora infatti una leggenda popolare racconta che nei boschi aleggia la presenza malefica della strega. I tre cominciano a seguire un percorso preciso che però poco dopo si confonde nell'intrico della boscaglia. In breve smarriscono la strada, cominciano a rinfacciarsi l'idea di aver voluto tentare quell'impresa, accusano il peso di difficoltà logistiche crescenti. Vedono sassi raggruppati a croce, sentono strani ululati, si perdono tra loro, si ritrovano, non sanno più da che parte dirigersi. Quando di nuovo arriva la notte, la ragazza rivolge lo sguardo atterrito verso la videocamera che riprende il tutto, chiede scusa ai genitori, poi scompare nel buio.

Valutazione Pastorale

Un anno dopo i fatti, si è detto, alcuni studenti del Dipartimento di antropologia dell'università del Maryland trovarono una sacca con alcuni contenitori di pellicola, una videocamera, delle registrazioni sonore e il diario di Heather. I tre non furono più trovati, e la madre di Heather chiede a due registi di ricostruire le ultime ore di vita della figlia, usando il materiale rinvenuto. Il tutto viene affidato alla rete Internet, moltiplicando curiosità e interesse. Ma anche menzogna. Infatti, come si sa, tutto é assolutamente falso: la storia, il viaggio dei tre, la loro scomparsa. Spacciato per un horror, il film stenta a creare la benché minima paura, se non quella di durare troppo. E infatti, per fortuna, sono solo 70', ma ugualmente vuoti e insignificanti. L'unico aspetto per il quale il film va preso in considerazione è naturalmente quello 'mass-mediologico': serve per studiare come anche dal nulla si possa creare un evento, e come l'uso delle nuove tecnologie sia sempre più presente accanto alla pellicola tradizionalmente intesa. Limitandosi alla storia in sè, ne deriva invece un modo qua e là eccepibile e troppo sbrigativo di sfruttare le tensioni e la paura e di solleticare la sfera emotiva. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile, e complessivamente velleitario. UTILIZZAZIONE: come detto sopra, l'utilizzazione più opportuna é quella relativa ad una riflessione sui meccanismi dei sistemi comunicativi: ossia come si inventa una vicenda, la si fa passare per vera, la si fa apprezzare anche quando se ne rivela la falsità.

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