THE DREAMERS – I sognatori

Valutazione
Inaccettabile, scabroso
Tematica
Amicizia, Cinema nel cinema, Famiglia - genitori figli, Letteratura, Politica-Società, Sessualità, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Bernardo Bertolucci
Durata
130'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
The dreamers
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Jacopo Quadri

Orig.: (2003) - Sogg. e scenegg.: Gilbert Adair dal proprio romanzo "The holy innocents" - Fotogr.(Panoramica/a colori): Fabio Cianchetti - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Jacopo Quadri - Dur.: 130' - Produz.: Jeremy Thomas - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Michael Pitt (Matthew), Louis Garrell (Theo), Eva Green (Isabelle), Robin Renucci (il padre), Anna Chancellor (la madre)

Soggetto

A Parigi, davanti alla Cinemateque, i giovani protestano duramente contro il licenziamento del direttore Henry Langlois. Nella confusione Isabelle e suo fratello Theo incrociano Matthew, giovane americano. Entrati in confidenza, Isabelle e Theo invitano Matthew nel loro appartamento. Non appena i genitori lasciano Parigi, Matthew si fa convincere a trasferirsi in quella grande casa. I tre passano le giornate senza fare niente di preciso, impegnati solo con giochi e indovinelli ispirati a film vecchi e recenti visti in cineteca. Quasi sempre la penitenza da scontare per chi sbaglia é di natura sessuale. E ogni volta l'obiettivo diventa più audace ed estremo. Rimasti senza soldi, i tre mangiano avanzi presi dalla spazzatura. I genitori tornano, vedono la casa sottospra in preda al disordine, li osservano addormentati dentro una tenda alzata in salotto, lasciano un assegno e partono di nuovo. Isabelle si sveglia per prima, va in cucina, prende la canna del gas, la avvicina a tutti e tre. All'improvviso un mattone rompe il vetro e cade sul pavimento. Per strada polizia e studenti si scontrano: é il maggio 1968. Theo subito si veste, scende, partecipa al lancio di molotov contro gli agenti. Isabelle è con lui. Matthew invece non partecipa.

Valutazione Pastorale

In un'intervista pubblicata sul "Corriere della Sera" il 25 maggio 1989, Bernardo Bertolucci, reduce dai nove premi Oscar de "L'ultimo imperatore", dichiarava: "Io inoltre ho anche un'altra crisi, di natura personale: incontro enormi difficoltà a parlare dell'Italia di oggi nei miei film, perché non riesco a trovarvi idee che mi appassionano o mi stimolano. Cosa posso fare? non posso certo mettermi in croce per questo". Sono passati 14 anni e Bertolucci continua a dire la stessa cosa. Niente più Italia (che era solo uno sfondo di comodo in "Io ballo da sola" e in "L'assedio"), niente attualità, nessun intervento sul presente. Sembra che per il regista parmigiano da quel 1989 ad oggi non ci siano più stati avvenimenti meritevoli di una qualche riflessione attraverso le immagini. E allora oggi il sessantenne Bernardo, in crisi di idee e di ispirazione, non trova di meglio che rifugiarsi nella sua, personale " età dell'oro": il maggio 1968 a Parigi. In questo modo è possibile tornare a raccontare del cinema come universo totalizzante, dell'attore-mito come proiezione della realtà, del dolce far niente inframezzato da qualche corteo e qualche protesta, di giochi sessuali sperimentati sul corpo come materia da usare e consumare. Intanto i genitori intellettuali arrivano solo per lasciare il necessario assegno, e la tentazione di un plateale suicidio cinefilo (in "omaggio" a Bresson) viene interrotta dalla opportuna rivoluzione che sale a gran voce dalla strada. Così tutto torna di nuovo concreto, come se accadesse proprio ora: il '68 come scoperta del sesso e della politica; i due gemelli ambiguamente incestuosi e l'americano preso dal dualismo rifiuto-tentazione; la casa come claustrofobia dalla quale si esce solo quando scoppia la rivolta. Inutile cercare simbolismi, metafore, rinvii all'oggi. "The dreamers" é certamente girato con la perizia filmica che è tipica di Bertolucci (é 'cinema' senza le contaminazioni di tipo paratelevisivo che annacquano tanto prodotto italiano) ma si risolve in una sterile operazione 'retrò', una dichiarazione di fuga dalla realtà e di vuoti di cose da dire, che il regista pensa di riempire con il ricorso ad un insistito erotismo. Cominciando come nostalgico cantore di quegli anni, Bertolucci diventa alla fine un voyeur compiaciuto e soddisfatto della propria messa in scena carica di orpelli letterari-culturali e di una morale politico-sessuale asfittica e inutile. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inaccettabile, e nell'insieme scabroso. UTILIZZAZIONE: é da evitare sia in programmazione ordinaria sia in altre occasioni. Molta attenzione è da tenere per i minori in previsione di passaggi televisivi (il film ha il divieto ai minori di 14 anni).

Le altre valutazioni

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