THE GREAT WALL

Valutazione
Consigliabile, semplice
Tematica
Avventura, Guerra, Potere, Storia
Genere
Avventuroso
Regia
Zhang Yimou
Durata
104'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Cina, Stati Uniti
Titolo Originale
The great wall
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Carlo Bernard, Doug Miro, Tony Gilroy Max Brooks, Edward Zwick, Marshall Herskovitz
Musiche
Ramin Djawadi
Montaggio
Mary Jo Markey, Craig Wood

Orig.: Cina/Stati Uniti (2016) - Sogg.: Max Brooks, Edward Zwick, Marshall Herskovitz - Scenegg.: Carlo Bernard, Doug Miro, Tony Gilroy - Fotogr.(Scope/a colori): Stuart Dryburgh, Zhao Xiaoding - Mus.: Ramin Djawadi - Montagg.: Mary Jo Markey, Craig Wood - Dur.: 104' - Produz.: Legendary Pictures, Atlas Entertainment.

Interpreti e ruoli

Matt Damon (William Garin), Jing Tian (comandante Lin Mei), Pedro Pascal (Pero Tovar), Willem Dafoe (Ballard), Zhang Hanyu (generale Shao), Eddie Peng (comandante Wu), Lu Han (Peng Yong), Lin Gengxin (comandante Chen), Wang Junkai (imperatore), Zheng Kai Shen) (guardia imperiale), Chen Xuedong (comandante Deng), Huang Xuan (Stratega Wang), Andy Lau (Xiao Yu), Yu Xintian (Li Qing), Liu Qiong (Johnny Cicco), Numan Acar .

Soggetto

Cina, nel XII secolo. Dopo essersi distinto come arciere in tante battaglie, il mercenario William Garin viene fatto prigioniero da un esercito composto da valorosi guerrieri detti l'Ordine senza Nome. Gain è chiuso in una grande fortezza insieme a Pero Tovar, uno spagnolo, e a Ballard, uomo misterioso che progetta la fuga...

Valutazione Pastorale

Ci sono tante premesse, arrivano enormi delusioni. Forse era scritto, perché raramente si è visto un Matt Damon così distratto e frettoloso, e accanto a lui un Willem Dafoe con il pensiero a tutt'altro. Il fatto è che le presenze 'umane' sembrano completamente superflue. Tristemente anche quella di Zhang Yimou, regista lodato e assurto grandi onori, che da questa occasione dell' incontro produttivo tra Stati Uniti e Cine avrebbe dovuto trarre enormi vantaggi, e invece si limita a timbrare il cartellino con una regia piatta e anonima. Non bastano infatti le solite frecce volanti, lo spreco di mostriciattoli e il succedersi di scontri ravvicinati. Lo sguardo del regista naufraga negli effetti di un pretenzioso 3D, che riesce a scacciare emozioni, pathos, dinamica narrativa. Il copione annaspa, per essere coinvolti e restare svegli si prega di ripassare. Questo incontro ravvicinato Stati Uniti/Cina raggiunge i risultati voluti al botteghino (ossia al box office) ma non lascia alcuna traccia o ricordo rilevante. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e di esemplare semplicità,

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria come esempio di grande meccanismo produttivo dal ricco budget ma dai poveri contenuti.

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