THE HUNTING PARTY

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Guerra, Mass-media, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Richard Shepard
Durata
103'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Bosnia-Erzegovina, Croazia, Stati Uniti
Titolo Originale
The Hunting Party
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Richard Shepard basato sull'articolo "What I Did On My Summer Vacation" di Scott Anderson pubblicato dalla rivista "Esquire", ottobre 2000
Musiche
Rolfe Kent
Montaggio
Carole Kravetz

Orig.: Stati Uniti/Bosnia Erzegovina/Croazia (2007) - Sogg.: basato sull'articolo "What I Did On My Summer Vacation" di Scott Anderson pubblicato dalla rivista "Esquire", ottobre 2000 - Scenegg.: Richard Shepard - Fotogr.(Scope/a colori): David Tattersal - Mus.: Rolfe Kent - Montagg.: Carole Kravetz - Dur.: 103' - Produz.: Mark Johnson, Scott Kroopf, Bill Block.

Interpreti e ruoli

Richard Gere (Simon Hunt), Terrence Howard (Duck), Jesse Eisenberg (Benjamin), Diane Kruger (Marjana), James Brolin (Franklin Harris), Goran Kostic (Srdjan), Mark Ivanir (Boris), Kristina Krepela . (Marda)

Soggetto

Cinque anni dopo la loro improvvisa separazione, il reporter televisivo Simon e il suo operatore Duck si ritrovano nella Sarajevo del dopo guerra. Simon convince Duck di essere a conoscenza del nascondiglio della 'Volpe', il criminale di guerra più ricercato della Bosnia. Simon, Duck e Benjamin, giovane producer all'inizio della carriera, si avventurano in una missione molto pericolsa, convinti di poter fare uno scoop memorabile. Vanno però incontro ad ostacoli imprevisti, anche da parte delle stesse autorità americane.

Valutazione Pastorale

Il copione, basato su un articolo apparso sulla rivista Esquire nell'ottobre 2000, vuole dimostrare che certe situazioni di guerra in tante zone del mondo non si risolvono, in quanto parti importanti del 'sistema' americano hanno interesse a tenerle in piedi. La tesi non è nuova, e certo a livello di pubblicistica fa rapidamemnte breccia negli ambienti giusti. Richard Gere la fa sua in pieno, e ci aggiunge la riflessione sul ruolo del reporter di guerra, destinato a soccombere propio quando arriva vicino alla verità. Per quanto attiene a ritmo, psicolgie e tenuta drammatica, la regia non ha sempre la mano felice e cade in non pochi momenti di stasi, con qualche accenno di retorica. Gli spunti tuttavia restano giusti e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, certamente problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da riprendere in occasioni mirate per avviare riflesioni sui temi indicati: ruolo del giornalismo, intrecci politica/guerra. Attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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