THE INTERPRETER

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Giallo - Triller, Libertà, Politica-Società, Potere
Genere
Thriller
Regia
Sydney Pollack
Durata
128'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Interpreter
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Charles Randolph, Scott Frank, Steven Zaillan Martin Stellman, Brian Ward
Musiche
James Newton Howard
Montaggio
William Steinkamp

Orig.: Stati Uniti (2005) - Sogg.: Martin Stellman, Brian Ward - Scenegg.: Charles Randolph, Scott Frank, Steven Zaillan - Fotogr.(Scope/a colori): Darius Khondji - Mus.: James Newton Howard - Montagg.: William Steinkamp - Dur.: 128' - Produz.: Tim Bevan, Eric Fellner.

Interpreti e ruoli

Nicole Kidman (Silvia Broome), Sean Penn (Tobin Keller), Catherine Keener (Dot Woods), Jesper Christensen . (Nils Lud), Yvan Attal (Philippe), Earl Cameron (Edmund Zuwanie), George Harris (Kuman Kuman), Michael Wright (Marcus), Eric Keenleyside (Rory Robb), Hugo Speer (Simon Broome)

Soggetto

Silvia Broome, impiegata come interprete alle Nazioni Unite a New York, viene per caso a conoscenza del complotto per assassinare il presidente del piccolo Stato africano di Matobo, che dovrà parlare alla tribuna del Palazzo di vetro. Nell'urgenza e nell'imbarazzo di dover comunicare questa notizia, Silvia si trova a confrontarsi con Tobin, un poliziotto dai modi bruschi, appena uscito da una triste storia d'amore. Il rapporto tra i due diventa via via più difficile e delicato, specie quando affiorano episodi passati di violenza in Africa nei quali era rimasto coinvolto e ucciso il fratello di Silvia. Per il bene comune, Silvia e Tobin mettono da parte le loro divergenze. Almeno fino a quando la situazione si ribalta, e Silvia riesce a provare le colpe del presidente a rischio di attentato. Finalmente arrestato, l'uomo sarà processato per crimini contro l'umanità. Silvia e Tobin si vedono per l'ultima volta, mettendo da parte la loro reciproca attrazione. Lei lo saluta e si allontana.

Valutazione Pastorale

Entrato nella storia delle curiosità cinematografiche in quanto primo film girato all'interno del palazzo delle Nazioni Unite, questo ulteriore thriller di Pollack non ha forse più lo smalto dei tempi de "I tre giorni del Condor" (1972) ma è comunque un racconto solido, robusto, coerente. A fianco dei due protagonisti 'fisici', il terzo è forse proprio l'Onu, perchè si parla di indagini sulle condizioni di un popolo, di terrore e di terrorismo, di giustizia: e forse si conclude accennando ad uan ridotta capacità di intervento dimostrata dall'ONU in tanti, recenti crisi internazionali. Va aggiunto che il tono di denuncia resta un po' sottotraccia rispetto ai passaggi solamente d'azione, romantici o addirittura un po' pedagogici sul rapporto vittima/carnefice. Qualche annacquamento non inficia tuttavia la vitalità generale del racconto, condotto con la solitaperizia dall'esperto Pollack. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre per avviare riflessioni sui temi attuali della politica internazionale e del ruolo dell'ONU.

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