The Irishman

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giustizia, Guerra, Mafia, Male, Politica-Società, Storia
Genere
Azione-Thriller
Regia
Martin Scorsese
Durata
210'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
Netflix
Soggetto e Sceneggiatura
Dal libro di Charles Brandt, la sceneggiatura è firmata da Steven Zaillian
Fotografia
Rodrigo Prieto
Musiche
Robbie Robertson
Montaggio
Thelma Schoonmaker
Produzione
Netflix, Fábrica de Cine, STX Entertainment, Sikelia Productions, TriBeCa Productions

Presentato alla 14a Festa del Cinema di Roma (2019)

Interpreti e ruoli

Robert De Niro (Frank Sheeran), Joe Pesci (Russell Bufalino), Al Pacino (Jimmy Hoffa), Harvey Keitel (Angelo Bruno), Bobby Cannavale (Felix DiTullio), Anna Paquin (Peggy Sheeran)

Soggetto

Storia e dinamiche della malavita organizzata di origine italiana negli Stati Uniti del XX secolo attraverso la figura del gregario Frank Sheeran, che lavora al soldo del potente sindacalista Jimmy Hoffa e del capo clan Russell Bufalino...

Valutazione Pastorale

Passato alla 14a Festa del Cinema di Roma (2019), “The Irishman” di Martin Scorsese è l’adattamento dell’omonimo libro di Charles Brandt ispirato alla figura del malavitoso Frank Sheeran. Con questo progetto targato Netflix – uscita evento in sala di tre giorni e immediata programmazione sulla piattaforma streaming –, Scorsese coinvolge un gruppo di attori-amici di lungo corso come Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino. I temi sono quelli cari al regista di New York: evoluzione della malavita organizzata a stelle e strisce dagli anni ’40 al 2000, con sparatorie crude e serrate, ma anche graffiante umorismo nero. Dalla filmografia di Scorsese si possono richiamare sullo stesso tracciato: “Mean Streets” (1973), “Taxi Driver” (1976), “Toro scatenato” (1980), “Quei bravi ragazzi” (1990), “Gangs of New York” (2002) e “The Departed” (2006), che gli permette di vincere il suo primo Oscar come miglior regista. Con “The Irishman” Scorsese firma dunque un film epico sulla malavita, una discesa nel cuore della criminalità organizzata, attraverso un racconto asciutto, feroce e a tratti grottesco; Scorsese si serve stilisticamente di soluzioni in flashback e flash-forward, per muoversi agilmente nel corso dei sei decenni raccontati, citando anche eventi storici come la presidenza Kennedy, le inchieste giudiziarie condotte dal fratello Bobby così come le frizioni con Cuba all’inizio degli anni anni ’60. Il film è imponente, dal respiro vigoroso e classico insieme. La messa in scena, poi, possiede grande fascino e coinvolgimento e la regia di Scorsese compone quadri metropolitani simili a tragedie shakespeariane. Tra gli elementi di pregio dell’opera ci sono i raccordi finali quando vediamo ormai Frank e gli altri malavitosi sul viale del tramonto, momento in cui viene meno il “fascino del Male” e si leggono con chiarezza sui volti dei protagonisti le conseguenze di un’esistenza sregolata e improntata alla vendetta. Punto debole del film è la sua eccessiva lunghezza, ben 209 minuti, che stronca un po’ il pathos del racconto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e problematico, con un’attenzione ai minori per le sparatorie violente ed esplicite.

Utilizzazione

Il film è adatto a un pubblico adulto per i temi affrontati e il linguaggio adottato. Certamente valido per occasioni di approfondimento e dibattito, gestendo sempre la proiezione in presenza di un operatore pastorale o educatore.

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