THE MILLION DOLLAR HOTEL

Valutazione
Accettabile-riserve, complesso
Tematica
Libertà, Metafore del nostro tempo, Psicologia, Solidarietà-Amore
Genere
Metafora
Regia
Wim Wenders
Durata
130'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The million dollar hotel
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Nicholas Klein Nicholas Klein, Bono
Musiche
brani di U2, Bono, Lou Reed, Lennon
Montaggio
Tatiana S. Rigel

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: Nicholas Klein, Bono - Scenegg.: Nicholas Klein - Fotogr.(Scope/a colori): Phedeon Papamichael - Mus.: brani di U2, Bono, Lou Reed, Lennon-McCartney - Montagg.: Tatiana S. Rigel - Dur.: 130' - Produz.: Deepak Nayar, Bono, Bruce Davey, Nicholas Klein, Wim Wenders.

Interpreti e ruoli

Jeremy Davies (Tom Tom), Milla Jovovic (Eloise), Mel Gibson (Skinner), Jimmy Smits (Geronimo), Peter Stormare, Amanda Plummer, Gloria Stuart, Bud Cort, Tom Bower, Conrad Roberts, Harris Yulin, Charlayne Woodard, Donal Logue, Julian Sands, Tim Roth

Soggetto

Los Angeles, anno 2001. Durante il giorno uomini d'affari, avvocati, manager entrano ed escono da uffici e palazzi in una frenetica corsa contro il tempo e verso il successo. Quando cala la sera, scompaiono per lasciare il posto al popolo dei derelitti. Protettori, prostitute, ladri, falliti di ogni genere trovano rifugio al Million Dollar Hotel, a sua volta edificio vecchio, fatiscente destinato a scomparire. Tra i tanti ospiti c'é Tom Tom, un ragazzo disadattato con l'animo di un bambino. Nella sua ingenuità, Tom Tom ritiene giusto dedicare la giornata a quelli più bisognosi di lui. Mentre passa da un compito all'altro, Tom Tom si innamora di Eloise, ragazza bella dallo sguardo triste, segnata da una vita difficile. Tom Tom la avvicina con discrezione, le parla, cerca di comunicare con lei. Succede poi che, una notte, Izzy, un tossico, muore cadendo dal tetto. Si tratta di incidente, o é stato spinto? Quando si scopre che Izzy era figlio di un magnate dei media, la notizia della sua morte si diffonde e obbliga la polizia ad intervenire. All'hotel arriva il detective Skinner, un duro agente dell'FBI, che subito comincia ad osservare e ad interrogare. Con le telecamere della televisione sempre presenti, tutti gli ospiti dell'albergo sono sospettati e cercano di organizzare una difesa. Tom Tom protegge Eloise, che ama molto la lettura ma ha difficoltà a trovare libri nuovi. Skinner procede all'arresto del maggior indiziato, Geronimo, un hippie con la nostalgia degli anni '70. Ma non é lui il vero colpevole. Quanso sente dentro di se il rimorso, Tom Tom fa venire la macchina da presa e confessa di essere stato lui a spingere Izzy giù dal tetto. Poi aggiunge che quella che si vede in tv non é la verità. Quindi a sua volta si mette a correre libero sul tetto del Million Dollar Hotel.

Valutazione Pastorale

Il copione nasce da un'idea di Bono, leader degli U2, che conosceva già il tetto del Million Dollar Hotel, dove era stato ambientato il videoclip della canzone "Where the streets have no name". L'albergo si chiama in realtà "Frontier hotel" ed é stato costruito nel 1917. Sul tetto comincia e finisce il film: uno spazio ampio, dilatato sulla città, con un salto di circa tre metri dall'edificio vicino. Racconta Bono che Edge, il chitarrista degli U2, era convinto di poter fare quel salto: "Se hai fede, se credi veramente che lo puoi fare, allora ci puoi riuscire. E' questa la prima cosa che mi ha colpito, quel 'salto di fede' ". Da questi elementi Wenders si è mosso per costruire la propria regia, un'eplorazione sull'amore, sulla vita e sulla morte a metà tra realismo e favola, tra la concretezza degli oggetti quotidiani e il loro superamento mentale. "The million dollar hotel " è la dimostrazione di come un regista fortemente europeo come Wenders possa realizzare film in America con budget non esagerati, con un attore 'divo' (Mel Gibson) e restare se stesso, senza snaturarsi. Ancora una volta é il destino dell'uomo e della donna a sollecitare l'interesse del tedesco: uomo e donna così vicini nei sentimenti, nelle spinte emotive, nella voglia di sopravvivere ma così lontani nell'indifferenza,nel vuoto di una comunicazione che li soverchia. Una storia d'amore dove Tom Tom é l'adulto con il cuore dell'adolescente, Eloise é l'angelo caduto sulla strada, Skinner é la legge malata e tremante e l'Hotel é il luogo dove finiscono le finzioni: la disperazione é il primo gradino verso la riconciliazione. Non scorre tutto al meglio in questa opera n°20 di Wenders: qualche inciampo, qualche lungaggine, qualche passaggio irrisolto. A restare intatto é però il suo cinema visionario, la sua capacità di guardare lontano, in grande, di tracciare una linea spirituale e trascendente lungo la quale l'uomo ritrova se stesso, fuori dalla Storia e dal contingente. Film impegnativo, dunque, di evidente impianto metaforico: dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, con riserve per quei momenti meno riusciti ma di valore e nell'insieme complesso. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare in situazioni mirate per riflettere sui temi sopra indicati.

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