THE ORPHANAGE

Valutazione
Discutibile, Problematico
Tematica
Bambini, Famiglia - genitori figli, Giallo - Triller, Malattia, Psicologia
Genere
Drammatico
Regia
Juan Antonio Bayona
Durata
100'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Spagna
Titolo Originale
El Orfanato
Distribuzione
Keyfilms
Musiche
Fernando Velazquez
Montaggio
Elena Ruiz

Orig.: Spagna (2008) - Sogg. e scenegg.: Sergio G. Sanchez - Fotogr.(Scope/a colori): Oscar Faura - Mus.: Fernando Velazquez - Montagg.: Elena Ruiz - Dur.: 100' - Produz.: Guillermo Del Toro.

Interpreti e ruoli

Belén Rueda (Laura), Fernando Cayo (Carlos), Roger Princep (Simon), Mabel Ribera (Pilar), Montserrat Carulla (Benigna), Andrés Gertrudix (Enrique), Edgar Vivar (Balaban), Geraldin Chaplin (Aurora)

Soggetto

Laura ha trascorso molti anni della sua infanzia in un orfanotrofio vicino al mare. Trent'anni dopo, torna in quel luogo con il marito Carlos e il figlio Simon di sette anni. Il sogno dei coniugi é ristrutturare l'orfanotrofio e farne una residenza per bambini disabili. L'immaginazione di Simon è stimolata dai grandi spazi dell'edificio: dice di giocare con bambini che vede solo lui, e fa strane richieste. Nel giorno dell'inaugurazione, Simon scompare. Laura, che ha dovuto dirgli di essere in realtà un bambino adottivo, lo cerca affannosamente, e senza tregua. Ma é una ricerca che deve fare i conti con i fantasmi di se stessa, con i conti mai veramente saldati con il passato.

Valutazione Pastorale

"(...) il cinema horror é un'ottima scuola. Ti consente di manipolare il tempo e lo spazio a tuo piacimento, di usare determinati movimenti di camera per ottenere un effetto immediato (...) Più che un luogo fisico vero e proprio, quella casa rappresenta uno stato mentale e riporta alla mente della protagonista un'infanzia idealizzata, dalla quale la donna in fondo non vuole uscire (...)" - così spiega Juan Antonio Bayona. Regista esordiente, il che permette di dire che si tratta di un gran bell'esordio, di una regia forte, nitida, incalzante, capace di trasmettere inquietudini a getto continuo. Purtroppo nella parte finale il racconto non riesce ad essere coerente con le premesse, perde incisività, rinuncia a quel colpo di scena spiazzante che caratterizzava "The Others". Resta comunque un notevole prodotto di genere, forse irrisolto in alcuni passaggi narrativi ma capace di scandagliare certe profondità mentali e culturali. Dal punto di vista di vita pastorale, é da valutare come discutibile, e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con ovvia attenzione per i minori e i più piccoli. Stessa cura é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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