THE PROTAGONISTS

Valutazione
Ambiguità, Discutibile
Tematica
Giustizia, Male, Psicologia
Genere
Psicologico
Regia
Luca Guadagnino
Durata
92'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
THE PROTAGONISTS
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Andrea Guerra
Montaggio
Walter Fasano

Orig.: Italia (1999) - Sogg. e scenegg.: Luca Guadagnino - Fotogr.(Panoramica/a colori): Paolo Bravi - Mus.: Andrea Guerra - Montagg.: Walter Fasano - Dur.: 92' - Produz.: Massimo Vigliar, Fulvio Colombo.

Interpreti e ruoli

Tilda Swinton (la narratrice), Fabrizia Sacchi (se stessa), Andrew Tiernan (Mohammed), Claudio Gioè (1°assassino), Paolo Briguglia (2°assassino), Michelle Hunziker (Sue), Chiara Conti (la cantante), Laura Betti (il giudice), Jhelisa . (se stessa)

Soggetto

Una troupe cinematografica parte dall'Italia alla volta di Londra con l'intento di ricostruire un delitto commesso nella capitale inglese nel 1994. In città, il gruppo si affida all'attrice Tilda Swinton. Tilda racconta la vicenda alla stessa maniera in cui ne parlarono all'epoca i giornali. Due ragazzi dell'alta borghesia, Happy e Billy, alla ricerca di emozioni, individuano una vittima per un loro gioco pericoloso. Girano dalla stazione della metropolitana di King's Cross a quella di Bayswater, poi ad un incrocio avvistano un uomo solo in macchina. Si avvicinano, lo accoltellano, lo sgozzano e poi tornano alla vita quotidiana. Tilda e la troupe tornano sui luoghi di questa vicenda, ripercorrono i passi e i movimenti dei due assassini, si fanno domande, cercano collegamenti, ripropongono l'incontro con la vittima, mettono in scena il delitto, si abbandonano a chiacchiere varie lungo la strada. Anche il processo, con la condanna dei due all'egastolo, viene ripetuto. Quindi Tilda entra in casa con due neonati. Fabrizia, un 'attrice della troupe, comincia a giocarci. Tilda guarda nella m.d.p. con occhi di compassione.

Valutazione Pastorale

Dopo l'inizio, in cui si spiega il motivo per cui la troupe arriva a Londra, il film cala nella più totale confusione e qui rimane fino alla fine. Non si riesce, pur con tutta la buona volontà, ad individuare un'idea portante, una linea di fondo, un appiglio che dia sostanza allo svolgimento. Nel corso del racconto si passa da toni palesemente sopra le righe ad altri più realistici ad altri ancora che vorrebbero essere più approfonditi. Non c'é dubbio che cercare di capire il perché di certi atroci fatti di cronaca commessi all'apparenza senza motivazioni é argomento di forte interesse, che il film però non riesce mai a fare proprio. Si resta sulla superficie delle cose, dialoghi e situazioni rimangono abbozzati, non c'é convinzione in ciò che si dice. Se é vero tuttavia che lo spunto inziale e l'interrogativo conseguente (perché delitti come questo?) rimangono in qualche modo plausibili, il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, con le molte ambiguità di cui é punteggiato, fino allo sguardo conclusivo della protagonista.

Utilizzazione

più che in programmazione ordinaria, il film é da utilizzare in occasioni mirate, magari con qualche elemento di supporto per individuarne i momenti utili ad una riflessione.

Le altre valutazioni

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