THE RED SHOES

Valutazione
Inconsistente, farneticante
Tematica
Morte
Genere
Horror
Regia
Kim Yong Gyun
Durata
103'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Corea del Sud
Titolo Originale
Bun Hong Shin
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Ma Sang Yeal, Kim Yong Gyun ispirato alla favola "Scarpette rosse" di Hans Christian Andersen
Musiche
Lee Byung Woo
Montaggio
Shin Min Kyung

Orig.: Corea del Sud (2005) - Sogg.: ispirato alla favola "Scarpette rosse" di Hans Christian Andersen - Scenegg.: Ma Sang Yeal, Kim Yong Gyun - Fotogr.(Scope/a colori): Kim Tae Kyung - Mus.: Lee Byung Woo - Montagg.: Shin Min Kyung - Dur.: 103' - Produz.: Generation Blue Films.

Interpreti e ruoli

Kim Hye Soo (Sun Jae), Kim Sung Su (In Cheol), Park Yeon Ah (Tae Soo), Lee Uhl, Go Su Hee.

Soggetto

Scoperto il tradimento del marito, l'oculista Sun Jae va via di casa e, con la figlioletta di sei anni, cambia città, decisa a cominciare una nuova vita. Appassionata di scarpe, Sun jae ne trova un giorno un paio di un rosso particolare nella metropolitana. Le prende, le indossa ma da quel momento cominciano i guai. Quelle scarpe infatti si portano dietro una lontana maledizione e chiunque le indossa rischia di vedersi tagliare i piedi o di suscitare l'avidità di chi le osserva. Sun Jae passa un periodo terribile, soprattutto nel rapporto con la figlia, anche lei soggiogata dalle scarpe. Sun Jae alla fine muore, e la piccola invece continua a ballare. Diventerà una ballerina classica, come quella che era all'origine della maledizione delle scarpe, cominciata nel 1944.

Valutazione Pastorale

Risulta veramente difficile dire qualcosa di nuovo su questi prodotti coreani che, simili a catena di montaggio, si succedono uno dopo l'altro con poche, insulse varianti. Si tratta solo di creare situazioni di terrore: e va bene tutto, dal telefono, al DVD, all'appartamento ora alle scarpe. Siamo nel genere 'horror', d'accordo, e quindi certe regole andrebbero rispettate. I registi coreani invece sono la conferma che affidarsi solo agli effetti speciali resi possibili dalle nuove tecnologie produce ben magri risultati. Mancano la storia, la suspence, un minimo di coinvolgimento. Il macabro è insistito fino al ridicolo, sangue, urla, schizofrenia sono reiterate all'infinito senza alcun segno di misura. La sensazione di un prodotto inutile aleggia dall'inizio alla fine. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come inconsistente e nell'insieme farneticante. UTILIZZAZIONE: non si parla di inaccettabilità (vorrebbe dire prenderlo sul serio) ma l'utilizzazione é da sconsigliare sia in programmazione ordinaria sia in altre occasioni. Molta attenzione é da tenere per i minori in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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