THE SQUARE

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti *
Tematica
Famiglia, Lavoro, Metafore del nostro tempo, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Ruben Ostlund
Durata
145'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Danimarca, Francia, Germania, Svezia
Titolo Originale
The Square
Distribuzione
Teodora Film
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Ruben Ostlund, Jacob Secher Schulsinger

Orig.: Svezia/Germania/Francia/Danimarca (2017) - Sogg. e scenegg.: Ruben Ostlund - Fotogr.(Scope/a col.): Fredrik Wenzel - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Ruben Ostlund, Jacob Secher Schulsinger - Dur.: 145' - Produz.: Erik Hemmendorff, Philippe Bober - 70^ FESTIVAL DI CANNES 2017 PALMA D'ORO.

Interpreti e ruoli

Claes Bang (Christian), Elisabeth Moss (Anne), Dominic West (Julian), Terry Notary (Oleg), Christopher Laesso (Michael), Marina Schiptjenko, Elijandro Edouard, Daniel Hallberg, Martin Sooder.

Soggetto

Cristian, responsabile delle mostre in un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma, sta per debuttare con una installazione chiamata "The Square". Il giorno prima gli viene rubato il cellulare per strada e reagisce in modo eccessivo e fuori luogo...

Valutazione Pastorale

Le cinematografie del Nord Europa (Danimarca, Svezia, Norvegia,Finlandia) hanno alcuni tratti comuni che ne segnano lo svolgimento, ne indicano l'atmosfera, ne qualificano le prospettive. L'impressione trova conferma anche in questo "The Square", ambientato in una Stoccolma città dai tratti neutri e glaciali, abitata da uomini e donne sempre indecisi tra partecipazione e indifferenza. A Christian, il protagonista, mentre cura un provocatorio allestimento in un importante museo d'arte di Stoccolma, viene rubato per strada il cellulare e la sua reazione viscerale e scomposta innesca una serie di reazioni a poco a poco incontrollabili. Si tratta di un pretesto per mettere a nudo i nervi scoperti di una finta tranquillità esistenziale, per indicare la difficoltà di gestire eventi imprevisti, per evidenziare la leggerezza di un copertura culturale fasulla. Premiato, forse con qualche eccesso, con la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2017, il film dice che Ostlund è certo regista in grado di intercettare difetti e vuoti di nevrosi individuali e collettive, di restituirne il difficile adattamento ad una disordinata modernità; e anche di rischiare qualche disordine espositivo e narrativo. Resta la capacità di districarsi con abilità nella confusione di un racconto che tocca il bello e il brutto di una frammentarietà esistenziale da tutti accettata. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come prezioso di riflessione sui temi imprevedibili e sfuggenti che innervano il dibattito sociale e culturale nei paesi del Nord Europa.

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