THE WHITE DIAMOND – Il diamante bianco

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti*
Tematica
Metafore del nostro tempo, Rapporto tra culture
Genere
Avventuroso
Regia
Werner Herzog
Durata
87'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Germania, Gran Bretagna
Titolo Originale
The White Diamond
Distribuzione
Fandango
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Joe Bini

Orig.: Germania/Gran Bretagna (2004) - Sogg. e scenegg.: Werner Herzog - Fotogr.(Normale/a colori): Henning Brummer, Klaus Scheurich - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Joe Bini - Dur.: 87' - Produz.: Annette Scheurich, Lucki Stipetic, Werner Herzog.

Interpreti e ruoli

Graham Dorrington (se stesso), Mark Anthony Yhap, Anthony Melville, Michael Wilk, Jan-Peter Meewes, Jason Gibson.

Soggetto

L'ingegnere areonautico inglese Graham Dorrington si imbarca in un viaggio verso le gigantesche cascate del Kaieteur nel cuore della Guyana: l'obiettivo é sorvolare le cime degli alberi a bordo di un dirigibile gonfiato ad elio. L'impresa è rischiosa, perché dodici anni prima una spedizione simile si era conclusa con la tragica morte di Dieter Plage, amico di Dorrington. Nel gruppo che si mette in movimento c'è anche Werner Herzog, che tra interviste e riprese in acrobazia, fissa sulle immagini quello che succede. E stavolta la spedizione si conclude con un successo.

Valutazione Pastorale

Il film è del 2004, girato quindi prima del già visto "The wild blue Yonder". Da tempo Herzog (capofila negli anni Sessanta del Nuovo cinema tedesco) ha lasciato la fiction, per dare spazio totale alla sua voglia di creare fantasia all'interno della realtà più autentica. I viaggi ai confini del mondo (già presenti in "Fitcarraldo", 1982 e in "Grido di pietra", 1991) diventano viaggi nell'anima e in presa diretta: ossia pagine di un diario che Herzog scrive per immagini. Scrittura affascinante, visionaria, poetica, fatta di nervosismo e di instabilità, di voglia di afferrare i limiti invisibili della natura. Un cinema avventuroso che vuole sorprendere e commuovere, che può indispettire per certa sua 'inutilità' ma non lascia indifferenti. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e recuperato in occasioni mirate per riflettere su un tipo di cinema a metà tra documento e testimonianza poetica.

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