TIDELAND – Il mondo capovolto

Valutazione
Inaccettabile, negativo
Tematica
Adolescenza, Bambini, Droga, Famiglia - genitori figli
Genere
Metafora
Regia
Terry Gilliam
Durata
120'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Canada, Gran Bretagna
Titolo Originale
Tideland
Distribuzione
Officine UBU
Soggetto e Sceneggiatura
Tony Grisoni, Terry Gilliam tratto dal romanzo "Tideland" di Mitch Cullin
Musiche
Mychael Danna, Jeff Danna
Montaggio
Lesley Walker

Orig.: Canada/Gran Bretagna (2005) - Sogg.: tratto dal romanzo "Tideland" di Mitch Cullin - Scenegg.: Tony Grisoni, Terry Gilliam - Fotogr.(Scope/a colori): Nicola Pecorini - Mus.: Mychael Danna, Jeff Danna - Montagg.: Lesley Walker - Dur.: 120' - Produz.: Jeremy Thomas, Gabriella Martinelli - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Jodelle Ferland (Jeliza Rose), Jeff Bridges (Noah), Brendan Fletcher . (Dickens), Jennifer Tilly (regina Gunhilda), Dylan Taylor (Patrick), Aldon Adair (Luke), Janet McTeer (Dell), Sally Crooks . (madre di Dell)

Soggetto

Morta la madre per overdose, l'undicenne Jeliza Rose si trasferisce con il padre Noah (musicista rock fallito, a sua volta tossicodipendente) da Los Angeles in una isolata località del Texas. Qui, nella vecchia casa paterna, Noah ben presto perde i sensi e muore. Jeliza sembra non accorgersene subito, e comincia a vivere in un mondo fantastico con scoiattoli parlanti e testi di piccole bambole che le danno consigli. A popolare quel mondo abbandonato arrivano la misteriosa strega Dell e suo fratello, il matto Dickens. Dopo tante peripezie, Jeliza e Dickens collocano del tritolo sulle rotaie. Il treno salta per aria. Nel disastro generale, una donna avvicina Jeliza. Anche lei é sola. Le due ora si fanno compagnia.

Valutazione Pastorale

Una bambina figlia di genitori tossici aiuta il padre superstite a iniettarsi la dose quotidiana di droga. Il suo universo fantastico non è popolato di dolcezze, armonie e bellezza ma di dei loro contrari: brutture, cattiveria, disarmonia. Tutto il racconto appare come la visualizzazione del delirio onirico di un drogato e della impossibilità di recuperare il controllo di se stessi. Un Alice nel paese delle meraviglie ma attraverso i riti deleteri dei paradisi artificiali filtrati dalla sensibiltià di una adolescente. La fantasia allora, più che luogo di crescita e di maturazione, acquista una sorta di potere mortifero, diventa una malattia dalla quale non si può guarire se non mandando tutto all'aria. Questa fiaba nerissima é costruita da Gilliam senza il minimo accenno di distacco, anzi calandosi nella tetra materia narrata con un gusto quasi spettacolare: a farne oggetto di compiacimento nell'insistenza su particolari, situazioni un po' morbosette, personaggi preda di una follia deleteria e senza senso. Il mondo è malato nell'assenza di genitori, e il rischio di vivere si elimina con il ricorso ad opportuni allucinogeni. Tesi troppo generalizzata e assolutizzata, di fronte alla quale il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inaccettabile e negativo. UTILIZZAZIONE: é da evitare sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze. Il film è vietato ai minori di 14 anni, e molta attenzione sarà da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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