Tornare

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Adolescenza, Amore-Sentimenti, Famiglia - genitori figli
Genere
Drammatico
Regia
Cristina Comencini
Durata
107'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
Vision Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Cristina Comencini, Giulia Calenda,
Fotografia
Daria D'Antonio
Montaggio
Patrizia Marone
Produzione
Lionello Cerri

Interpreti e ruoli

Giovanna Mezzogiorno (Alice), Vincenzo Amato (Marc), Astrid Meloni (La madre di Alice), Trevor White (Il padre di Alice), Barbara Ronchi (Virginia), Tim Ahern (Adam), Beatrice Grannò (Alice ragazza), Marco Valerio Montesano (Marc ragazzo)

Soggetto

Alice, giornalista affermata, vive da anni negli Stati Uniti. Per assistere al funerale del padre, un ufficiale americano in forza alla base Nato di Napoli, torna nella casa dove ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza. Quella dimora così familiare suscita in lei un inarrestabile flusso di ricordi…

Valutazione Pastorale

A tre anni dall’ultimo film (“Qualcosa di nuovo”, 2016), Cristina Comencini è di nuovo al cinema con “Tornare”, film che è stato scelto come opera di chiusura di Roma14 e che, causa Corona virus, salta il passaggio nei cinema per approdare direttamente sulle varie piattaforme. La Comencini nel corso della sua carriera, decollata a fine anni ’80, ha inanellato una serie di titoli di grande impatto, tutti giocati tra mélo, critica sociale e umorismo raffinato. Tra le sue opere più note si ricordano “Va’ dove ti porta il cuore” (1996) dall’opera di Susanna Tamaro, “La bestia nel cuore” (2005, candidato all’Oscar come miglior film straniero) e “Bianco e nero” (2008). Con “Tornare” la regista coinvolge un’attrice già protagonista del suo immaginario, Giovanna Mezzogiorno, che sembra quasi vestire lo stesso ruolo duro e sofferto visto nel film “La bestia nel cuore”. A legare i due titoli è il tema della violenza e del trauma, che graffia le vite nell’età innocente e genera vuoti ingombranti nella vita adulta. Qui la protagonista è Alice, quarantenne che, alla morte del padre, torna a Napoli dall’America negli anni ’90. Intenzionata a vendere la grande casa di famiglia dove ha trascorso infanzia e adolescenza, la donna viene assalita subito da un flusso di ricordi, che virano anche verso incubi e allucinazioni. A offrirle aiuto è il bibliotecario Marc (Vincenzo Amato), una presenza costante sin dalla tenera età. La Comencini si mantiene narrativamente sullo stesso binario della “Bestia nel cuore”, mostrando una donna in cerca di indipendenza e serenità; il bisogno di prendere le distanze dalla figura del rigido padre e da alcuni irrisolti interiori, risalenti all’infanzia e all’adolescenza, che però fatica a mettere a fuoco. Nel corso del racconto piano piano i ricordi affiorano come tessere di un mosaico e la regista sollecita memoria e inconscio sul modello Hitchcock, provando a tenere misteriosa la vicenda sino all’ultimo. Senza dubbio notevole è il lavoro della Mezzogiorno, che si mette in gioco con grande intensità espressiva. Il film però non sembra ben saldo e amalgamato; molte suggestioni infatti risultano appese, spesso inconcludenti. La regista ha mestiere e governa bene la macchina, ma in “Tornare” fatica a condurre in porto il racconto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con le dovute cautele in presenza di minori per la delicatezza delle tematiche affrontate e come occasione per dibattiti sui legami familiari e sulla loro capacità di incidere sulla formazione della personalità e sulla vita di ognuno.

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