TRAIN DE VIE – UN TRENO PER VIVERE

Valutazione
Complesso, Raccomandabile, dibattiti**
Tematica
Razzismo
Genere
Allegorico
Regia
Radu Mihaileanu
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Romania
Titolo Originale
Train de vie
Distribuzione
Academy Pictures

Orig.:Romania/Francia(1998) - Sogg. e scenegg.:Radu Mihaileanu - Fotogr.(Scope/a colori):Yorgos Arvanitis, Laurent Dailland - Mus.:Goran Bregovic - Montagg.:Monique Rysselinck - Dur.:103' - Produz.:Noé Productions, Raphael Films.

Interpreti e ruoli

Lionel Abelanski (Schlomo), Rufus (Mordechai), Clément Harari (il rabbino), Michel Muller (Yossi), Bruno Abraham-Kremer (Yankele), Agathe De La Fontaine (Esther), Johan Leysen (Schmecht), Marie-José Nat (Sura), Gad Elmaleh (Manzatou), Serge Kribus. (Schtroul)

Soggetto

Una sera del 1941 Schlomo, chiamato da tutti il matto, irrompe allarmato in un piccolo villaggio ebreo della Romania: i nazisti, fa sapere, stanno deportando tutti gli abitanti ebrei dei paesi vicini e fra poco toccherà anche a loro. Durante il consiglio dei saggi, che subito si riunisce, Schlomo tira fuori una proposta un po' bizzarra che però alla fine viene accolta: per sfuggire ai tedeschi, tutti gli abitanti organizzeranno un falso treno di deportazione, ricoprendo tutti i ruoli necessari, gli ebrei fatti prigionieri, i macchinisti, e anche i nazisti in divisa, sia ufficiali che soldati. Così riusciranno a passare il confine, ad entrare in Ucraina, poi in Russia per arrivare infine in Palestina, a casa. Il folle progetto viene messo in atto, il treno parte tra speranza e paura. Gli inconvenienti non mancano, e non sono solo quelli che arrivano da fuori (i controlli alle stazioni) ma, inaspettatamente, anche dall'interno del gruppo: Mordechai, falso ufficiale nazista, comincia a dare ordini sul serio, e, all'opposto, il giovane Yossi abbraccia l'ideologia comunista, proclama che la religione è morta e instaura nei vagoni le cellule marxiste-leniniste. A un certo punto vengono fermati da un altro treno, che però risulta pieno di zingari che avevano escogitato lo stesso stratagemma. Procedono allora tutti insieme, fino all'arrivo sulla linea di confine con le bombe che sparano dalle parti opposte. Ormai possono considerarsi salvi. Come già all'inizio, appare in primo piano il viso del matto, che informa sui successivi destini di alcuni dei protagonisti, tutti viventi tra Russia, Palestina, America. Ma poi l'immagine si allarga e il viso di Schlomo, il matto, guarda da dietro un reticolo di filo spinato. Sullo sfondo, la lugubre sagoma di un campo di concentramento.

Valutazione Pastorale

Va riferita una significativa dichiarazione del regista Mihaileanu: " Ho visto a Los Angeles il film di Spielberg 'La lista di Schindler' e ricordo che quella visione mi ha procurato un doppio effetto: una grande emozione da un lato, ma dall'altro la convinzione che non si poteva continuare a raccontare la Shoa solo sul versante della paura e dell'orrore. Si poteva e si doveva fare qualcos'altro". Così é nata l'idea del falso treno dei deportati, così ha preso forma il tono di questo racconto improntato ad un umorismo malinconico, a quello spirito ebraico caustico e sferzante che strappa la risata, parlando del male e della morte. Un treno come microcosmo di pregi e difetti, come allegoria della fuga, come luogo corale dove si incontrano i senza patria (ebrei e zingari), dove si fanno i conti con le ideologie, anche quelle che verranno di lì a poco, dove si aspetta una meta finale ma si è convinti che " la terra santa dovrebbe essere ovunque". Film notevole e profondo, nel quale l'inizio e la fine danno l'idea di ciò che poteva essere e non é stato. Se qualcuno ha preso quel treno e si é salvato, la maggioranza é rimasta dietro quei fili spinati. Film intenso e commovente che, dal punto di vista pastorale, va raccomandato per la complessità dei temi che propone e insieme per la semplicità espositiva che li sorregge. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare largamente, sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze, non escluse le sedi didattiche ed educative.

Le altre valutazioni

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