TRANSFERT PERICOLOSO

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Francis Girod
Durata
105'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
PASSAGE A L'ACTE
Distribuzione
Mikado
Soggetto e Sceneggiatura
Francis Girod, Michael Gri Dal romanzo "Transfert Pericoloso" di Jean Pierre Gattegno
Musiche
Alexander Desplat
Montaggio
Genevieve Winding

Sogg.: Dal romanzo "Transfert Pericoloso" di Jean Pierre Gattegno - Scenegg.: Francis Girod, Michael Gri-solia, Gerard Miller - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Charlie Van Damme -Mus.: Alexander Desplat - Montagg.: Genevieve Winding - Dur.: 105' -Produz.: Arena Films, Camera One, D.A.Films, France 2 Cinema

Interpreti e ruoli

Daniel Auteil (Antoine Riviere), Patrick Timsit (Edouard Berg), Anne Parillaud (Isabelle), Michèle Laroque (Florence), Marianne Denicourt (Nathalie), Clotilde De Bayser (Helene), Jean-Michel Noirey Marc Berman (Guerin), Anne Marie Philippe (Montagner), Ann Leny (Rosine), Romain Legrand (Fabien-ne), (Simon)

Soggetto

Psicanalista affermato, Antoine Riviere ha molti clienti che gli assicurano forti guadagni e pubblica libri che gli danno grande notorietà. Un giorno accetta come paziente Edouard Berg che, nel corso di una seduta, gli rivela di aver ucciso la moglie. Antoine non riesce a capire se ha a che fare con un mitomane o con assassino, e tuttavia non può fare a meno di conti-nuare a seguirlo. In seguito scopre che la sua paziente Isabelle si è sposata con Berg ma sotto il suo precedente vero nome con cui tempo prima aveva ucciso un famoso psicanalista e la sua prima moglie. Antoine allora si reca a casa di Berg, lo trova, viene minacciato con la pistola, a sua volta estrae un'arma, uccide Berg e torna a casa. La mattina dopo la polizia lo informa che anche Isabelle si è uccisa. Tutto sembra concluso. Antoine si sposa con la collega Nathalie e, al matrimonio, tiene in mano il braccialetto che agitava Berg durante le sedute.

Valutazione Pastorale

tratto dal romanzo omonimo di Jean Paul Gattegno, il film si muove sui due versanti dell'intrigo poliziesco e di una poco tenera rappresentazione della figura dello psicanalista. Se è vero che la responsabi-lità morale e umana dello psichiatra è molto forte, è altrettanto vero che que-sta professione deve essere esercitata da persone di indiscutibile correttezza. Il protagonista è invece un cinico e crudele, e non esita ad approfittare della situazione che gli si presenta. C'è dunque nella storia la condanna di una cer-ta spregiudicatezza professionale, ma c'è anche una sorta di fatalismo, quasi a dire che tutto ciò è inevitabile. Dal punto di vista pastorale, la vicenda rimane frammentaria e in grado di creare qualche ambiguità. Utilizzazione: in programmazione ordinaria il film è da utilizzare con caute-la e con attenzione alla presenza dei minori. Più opportuno farvi ricorso in occasioni mirate, per riflettere sul rapporto cinema-psicanalisi, cinema-psi-chiatria e argomenti simili.

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