TRANSFORMERS 3

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Fantascienza, Guerra
Genere
Fantascienza
Regia
Michael Bay
Durata
150'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Transformers : Dark of the Moon
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Ehren Kruger basato sulle Action Figures Hasbro's Tranformers
Musiche
Steve Jablonsky
Montaggio
William Goldenberg, Joel Negron, Roger Barton

Orig.: Stati Uniti (2011) - Sogg.: basato sulle Action Figures Hasbro's Tranformers - Scenegg.: Ehren Kruger - Fotogr.(Scope/a colori): Amir Mokri - Mus.: Steve Jablonsky - Montagg.: William Goldenberg, Joel Negron, Roger Barton - Dur.: 150' - Produz.: Don Murphy & Tom DeSanto, Lorenzo di Bonaventura, Ian Bryce.

Interpreti e ruoli

Shia Labeouf (Sam Witwicky), Josh Duhamel (maggiore William Lennox), Rosie Huntington Whiteley (Carly), John Malkovich (capo di Sam), Patrick Dempsey (Dylan), John Turturro (Simmons), Frances McDormand (Marissa Faireborn), Tyrese Gibson (Robert Epps), Kevin Dunn (Ron Witwicky), Julie White (Judy Witwicky), Karyn Parsons . (Erica Banes)

Soggetto

C'è una scoperta mai rivelata fatta dagli astronauti che per primi scesero sulla Luna nel luglio 1969. Se ne torna a parlare, mentre Shockwave governa Cybertron e gli Autobot e i Deception sono impegnati sulla Terra. Qui Sam, mentre cerca di costruirsi il futuro, si vede coinvolto nella nuova conquista dello spazio tra USA e Russia e mette a rischio l'amicizia con il robot Optimus Prime. La battaglia per la sopravvivenza del Pianeta è inevitabile.

Valutazione Pastorale

Solo per convenzione si può definire questa battaglia come la parte conclusiva del racconto: in realtà dura almeno un'ora dei 150' complessivi. Ed è un blocco narrativo tanto spettacolare quanto incalzante, monocorde, ripetitivo, decisamente faticoso. Eppure la prima parte è accattivante, con i rimandi all'impresa spaziale del 1969 e una atmosfera tra spystory e thriller che aleggia nelle pieghe di un'incalzante azione via via più dinamica. Tuttavia le frasi scolpite e lapidarie che sempre accompagnano il crescere della tensione lasciano inevitabilmente il posto alle immagini: che diventano dominanti in un tripudio di effetti speciali e di robot di ogni dimensione. L'essere umano appare piccolissimo ma con il coraggio che lo caratterizza infine sventa il pericolo. Sembra che Michael Bay giri sempre lo stesso film, da "Pearl Harbour" in giù: straordinari scenari di un mondo senza confini, scontri senza risparmio, stile visionario tra emozioni e sentimenti. Ma al tirar delle somme poca profondità, poco spessore dietro il rumore stordente. Un 3D da gustare, solo azione, e con il ricorso al buon vecchio melò imperniato sull'amore contrastato che nasce tra le rovine. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria. Forse un pubblico di piccoli farà qualche fatica a tenere tutti i 150' con gli occhiali indosso. Qualche attenzione è giustificata.

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