TRIPLICE INGANNO

Valutazione
Inconsistente, superficiale
Tematica
Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Jerome Cornuau
Durata
130'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Francia, Italia
Titolo Originale
Les brigades du Tigre
Distribuzione
Gruppo Fonema
Soggetto e Sceneggiatura
Xavier Dorison, Fabien Nury tratto dalla serie televisiva francese "Le brigate del Tigre"
Musiche
Olivier Florio
Montaggio
Brian Schmitt

Orig.: Francia/Italia (2006) - Sogg.: tratto dalla serie televisiva francese "Le brigate del Tigre" (1974-1983) - Scenegg.: Xavier Dorison, Fabien Nury - Fotogr.(Scope/a colori): Stéphane Cami - Mus.: Olivier Florio - Montagg.: Brian Schmitt - Dur.: 130' - Produz.: Manuel Munz.

Interpreti e ruoli

Clovis Cornillac (commissario Valentin), Diane Kruger (Constance), Edouard Baer (ispettore Pujol), Olivier Gourmet (ispettore Terrason), Stefano Accorsi (Achille Bianchi), Jacques Gamblin (Jules Bonnot), Thierry Fremont (Piotr), Lea Drucker (Lea), Didier Flamant (prefetto), Philippe Duquesne . (Casimir Cagne), Alexandre Medvedev (principe Bolkonski), Pierre Berriau . (Raymond Caillemin), Marc Robert . (Octave Garnier)

Soggetto

Francia, 1907. Il ribelle Jules Bonnot rappresenta solo l'ultimo esempio di una ondata di criminalità che sta insanguinando la Francia. Così Georges Clemenceau, ministro dell'Interno, decide l'istituzione delle 'Brigate Mobili', reparto speciale della polizia composto da uomini addestrati e tiratori scelti. Tra questi c'è l'italiano Achille Bianchi che pagherà con la vita il suo attaccamento al dovere. Pochi anni dopo, questo reparto diventa famoso come "Le Brigate del Tigre".

Valutazione Pastorale

Gli eventi fanno parte della cronaca e della storia e, all'inizio, c'è stata una serie televisiva di grande successo in Francia. Forse in quel caso era presenta una secchezza di racconto che qui non si ritrova. Per raccontare il più possibile, il regista si prolunga oltre le due ore (130'), ma il risultato è solo quello di creare ripetizioni e lentezze. La cornice storica risulta stonata e un po' approssimativa, il tono drammatutgico é frammentario, il racconto si muove su toni ingarbugliati e confusi. Il risultato è un pasticcio imprevedibile, un racconto sfilacciato e inconcludente sopratutto rispetto ai dati autentici e alla possibilità di rileggerli alla luce dei fatti successivi. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come inconsistente, e nell'insieme superficiale. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presente quanto detto sopra circa i suoi molti limiti.

Le altre valutazioni

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