TUTTA COLPA DI FREUD

Valutazione
Consigliabile, superficialità
Tematica
Donna, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Handicap, Matrimonio - coppia, Omosessualità
Genere
Commedia
Regia
Paolo Genovese
Durata
120'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Paolo Genovese Paolo Genovese, Leonardo Pieraccioni, Paola Mammini
Musiche
Maurizio Filardo
Montaggio
Consuelo Catucci

Orig.: Italia (2013) - Sogg.: Paolo Genovese, Leonardo Pieraccioni, Paola Mammini - Scenegg.: Paolo Genovese - Fotogr.(Scope/a colori): Fabrizio Lucci - Mus.: Maurizio Filardo (la canzone "Tutta colpa di Freud" è scritta e interpretata da Daniele Silvestri) - Montagg.: Consuelo Catucci - Dur.: 120' - Produz.: Medusa Film realizzata da Marco Belardi per Lotus Production.

Interpreti e ruoli

Marco Giallini (Francesco), Vittoria Puccini (Marta), Anna Foglietta (Sara), Vinicio Marchioni (Fabio), Laura Adriani (Emma), Alessandro Gassmann (Alessandro), Claudia Gerini (Gerini), Daniele Liotti (Luca), Paolo Calabresi (Enrico il poeta), Antonio Manzini (Marco Patassini), Edoardo Leo (Roberto il belloccio), Maurizio Mattioli (portiere), Francesco Apolloni (cameriere al bar del Fico), Gianmarco Tognazzi (Andrea il geometra), Giulia Bevilacqua (Barbara), Dodi Conti, Alessia Barela

Soggetto

A Roma oggi l'analista Francesco, all'interno della normale attività, deve seguire tre casi molto particolari riguardanti le sue tre figlie: Sara, una gay che, tornata dagli USA dopo una delusione, ha deciso di diventare etero ed è alla ricerca dell'uomo ideale; Marta, una libraia che si innamora di un ladruncolo di libri, il quale poi risulta sordomuto; Emma, diciottenne impegnata nella maturità, che si innamora di un architetto cinquantenne, a sua volta sposato con Claudia, di cui Francesco è innamorato in silenzio. L'analista fa mille sforzi per ripianare le situazioni e riportare la felicità tra le figlie.

Valutazione Pastorale

Regista di "Immaturi"(2011), "Immaturi - Il viaggio" (2012), e di "Una famiglia perfetta" (2012), Paolo Genovese dice di aver voluto realizzare una "commedia con la capacità di affrontare con leggerezza ma senza superficialità alcune realtà per farle arrivare dritte al cuore dello spettatore(...)". Sono i punti fermi sui quali da sempre la commedia gioca le carte di un immediato coinvolgimento del pubblico. Qui gli elementi sono giusti, la dialettica tra i personaggi è svelta, il dialogo vivace, gli attori disponibili. Il copione fugge via spedito, anche troppo. Insomma il tono è brillante, capace di usare argomenti di opportuno buonismo (la 'diversità' sessuale, l'handicap...) senza farne puntelli ideologici. Tutto sembra filare dritto. Perchè allora resta una sensazione di incompiuto, di leggerino, di vacuo? Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, e nell'insieme segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e in successive occasioni come esempio della nuova commedia italiana contemporanea. Qualche attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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