TUTTI CONTRO TUTTI

Valutazione
Complesso, Problematico
Tematica
Anziani, Famiglia, Lavoro, Politica-Società, Razzismo
Genere
Commedia
Regia
Rolando Ravello
Durata
96'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Massimiliano Bruno, Rolando Ravello Agostino Cordì, Rolando Ravello, Massimiliano Bruno
Musiche
Alessandro Mannarino e Tony Brundo
Montaggio
Clelio Benevento

Orig.: Italia (2013) - Sogg.: Agostino Cordì, Rolando Ravello, Massimiliano Bruno - Scenegg.: Massimiliano Bruno, Rolando Ravello - Fotogr.(Scope/a colori): Paolo Carnera - Mus.: Alessandro Mannarino e Tony Brundo - Montagg.: Clelio Benevento - Dur.: 96' - Produz.: Domenico Procacci per Fandango in collaborazione con Warner Bros Entertainment Italia.

Interpreti e ruoli

Rolando Ravello (Agostino), Kasia Smutniak (Anna), Marco Giallini (Sergio), Stefano Altieri (nonno Rocco), Raffaele Iorio (Lorenzo), Agnese Ghinassi (Erica), Lidia Vitale (Romana), Flavio Bonacci (viperetta), Antonio Gerardi (Antonio Macchiusi), Hedy Krissane (Ahmed), Zahira Berrezouga (Amina), Luca Lombardi (Silvio), Mario Bovenzi (Andrea Macchiusi), Lorenza Indovina (maestra), Valentina Sperlì (signora Magistri), Ivano De Matteo . (Mazzetti), Paolo Sassanelli (Tonino Rizzuti), Richard Seremes (padre Velucchi), Raffaele Vannoli (tre perdigiorno sulla panchina), Giorgio Caputo (sig.ra Zanardelli), Riccardo De Filippis (Malù), Massimiliano Bruno (ispettore di polizia, Emanuela Muni, Juana Jimenez

Soggetto

Roma oggi, in un quartiere di periferia. La cerimonia della Prima Comunione nella locale parrocchia è appena terminata, e il piccolo Lorenzo si appresta a tornare a casa insieme ai genitori, alla sorella Erica, al cognato Sergio con moglie e due figli. Arrivati sul pianerottolo, dopo alcuni vani tentativi di aprire la porta, Agostino capisce che la serratura è stata cambiata e alcuni sconosciuti sono entrati nell'abitazione. Insomma un'altra famiglia ha preso il loro posto, per niente intenzionata ad aprire e ben decisa a difendere l'occupazione. Da quel momento per Agostino e il suo nucleo comincia una nuova vita, tutta di inventare. I quattro si sistemano sul pianerottolo, con letti, cucina e bagno di fortuna. La convivenza con gli altri inquilini diventa difficile, ma più complicato è per Agostino cercare una soluzione. Affidarsi ad un violento boss della zona è l'ultima e peggiore soluzione. Ormai sull'orlo della crisi, Agostino organizza un ultimo stratagemma per far uscire l'occupante da casa. L'operazione va a buon fine, ma il primo a entrare in casa è il cognato Sergio. Il quale, alla richiesta di Sergio di aprire, si oppone, annunciando che ormai lui e la sua famiglia non si muoveranno più da lì.

Valutazione Pastorale

"Mi interessa chi fa fatica, mi piace chi non è fortunato (...). Volevo raccontare questa storia quasi con i colori Così spdi una favola, mantenendone la commedia, senza tuttavia perdere il realismo e l'umanità che cercavo dai personaggi(...)". Così spiega Rolando Ravello, attore a teatro e al cinema, e qui esordiente dietro la m.d.p. Ne esce una commedia all'italiana, piena di buoni propositi e tuttavia, dopo un vivace inizio, avviata sui binari del citazionismo e della ripetizione di modelli passati. Nel mettere insieme satira, umorismo e voglia di denuncia, Ravello finisce per dichiararsi troppo palesemente seguace di Ettore Scola. Di cui ripete la fotografia di un amaro realismo contemporaneo ma non cattura con la necessaria grinta le immagini di un'Italia oppressa da sarifici e ricatti, e arrabbiata, impotente, rassegnata alla guerra tra poveri. Troppi luoghi comuni rallentano il copione (il nonno sboccato, i tre nullafacenti sulla panchina...) insieme ad un eccessivo politicamente corretto (il cattivo delinquente italiano dà fuoco ai campi rom; nel condominio cosmopolita ci sono extracomunitari di buon cuore). Il risultao è una sensazione di moralismo che rallenta gli effetti di verità, condensato nella 'sparata' contro il sacerdote e la Chiesa, che odora di ideologia e di inutile cattiveria. Sia chiaro che tutto è lecito e tutto è libero, ma per arrivare a Monicelli o Risi (oltre che a Scola) a Ravello serve maggiore esperienza e uno sguardo meno condizionato. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e certamente problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito come prodotto che riflette sull'Italia sociale del Terzo Millennio.

Le altre valutazioni

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