TUTTO L’AMORE CHE C’E’

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Giovani, Lavoro, Politica-Società, Sessualità
Genere
Commedia
Regia
Sergio Rubini
Durata
93'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Musiche
Michele Fazio
Montaggio
Angelo Nicolini

Orig.: Italia (1999) - Sogg. e scenegg.: Domenico Starnone, Sergio Rubini - Fotogr.(Panoramica/a colori): Paolo Carnera - Mus.: Michele Fazio - Montagg.: Angelo Nicolini - Dur.: 93' - Produz.: Vittorio Cecchi Gori.

Interpreti e ruoli

Damiano Russo (Carlo), Francesco Cannito (Enzo), Michele Venitucci (Nicola), Pierluigi Ferrandini (Vito), Antonio Lanera (Angelo), Marcello Introna (Aldo), Celeste Pisenti (Lena), Vittoria Puccini (Gaia), Alessandra Roveda (Tea), Teresa Saponangelo (Maura), Margherita Buy (Marisa), Sergio Rubini (Pietro), Gerard Depardieu (Molotov)

Soggetto

In un paesino pugliese, a metà degli anni '70. Carlo, sedici anni, é in dissidio con il padre, un sognatore che fa l'impiegato postale ma scrive e mette in scena ogni anno torbidi drammi in costume. Il ragazzo vuole dedicare energie al gruppo musicale cui appartiene e diventare un famoso musicista; vuole diventare come gli amici ventenni, estroso come Enzo, intelligente come Vito, seducente come Nicola; vuole fare l'amore al più presto con la compagna di scuola Antonella e realizzare con lei un rapporto libero simile a quello che c'é tra Nicola e Maura. La vita di tutti i giorni è sconvolta dall'arrivo in paese di tre ragazze del nord, Tea, Gaia e Lena, figlie di un ingegnere di Monza mandato a ultimare gli impianti di una fabbrica che promette nuovo lavoro. Nel modo di parlare, di atteggiarsi, di comportarsi, le ragazze sembrano arrivare da un altro mondo, e tutti sono sconvolti. Nicola è conquistato da Gaia e rompe il rapporto con Maura. Vito si innamora di Tea, vuole lasciare l'università e andare via con lei. Anche Carlo, respinto da Antonella, é attratto da Lena, la più giovane, ma si accorge che anche il padre ha messo gli occhi su di lei al punto da inserirla nello spettacolo che sta preparando. Nel frattempo il suo gruppo musicale diventa più ambizioso e allora lo sostituisce con un tastierista più bravo. Maura, la più ribelle tra le ragazze locali, muore in un incidente stradale lasciando in tutti dolore e rimorsi. Nel corso della recita conclusiva, Carlo, alla presenza compiaciuta del padre, si accorge di saper incantare il pubblico anche con battute di poco impatto. Interrotti all'improvviso i lavori alla fabbrica, Tea, Gaia e i genitori lasciano il paese. Carlo e Lena invece decidono di partire per un viaggio senza meta.

Valutazione Pastorale

Sergio Rubini è nato a Grumo Appula, paesino in provincia di Bari, nel 1959. C'è quindi con evidenza molto di autobiografico in questo copione che ha scritto insieme a Domenico Starnone. E lui lo conferma: "E' un film che pensavo di fare più in là con gli anni: parlando di un periodo che riguarda la mia vita, la mia infanzia e la mia adolescenza mi sembrava opportuno che trascorresse del tempo per affrontare con un certo distacco una materia che mi stava così a cuore. Poi, per una serie di coincidenze, ho deciso di girarlo ora, scoprendo non solo di essere ormai maturo per raccontare una storia di questo tipo ma che, sebbene a volte dolorosa, quella sarebbe stata l'occasione di fare un viaggio dentro il passato e, più estesamente, dentro di me". Si tratta quindi di una storia molto ben facilmente leggibile, da far rientrare in quella fetta importante di cinema italiano che ha come scenario la provincia, piccola o piccolissima (da "I vitelloni" di Fellini a "I basilischi" di Lina Wertmuller). Rubini disegna un affresco dei luoghi della propria adolescenza: ambienti e atmosfere sono ricostruiti con calore e partecipazione, l'occhio del regista, più che nostalgico, è rabbioso. Non c'è rimpianto per gli anni giovanili ma ansia di mettere a nudo carenze e difetti. Il ritratto, nell'insieme, appare sincero e credibile. Nuocciono troppe figurette di contorno appena abbozzate, e l'inevitabile, facile e prevedibile ricorso ai momenti improntati a situazioni riguardanti la scoperta del sesso, i rapporti di gruppo, le varie 'esperienze'. Se un tono più contenuto poteva essere realistico, l'eccesso toglie autenticità e fa scadere l'azione nel gratuito. Dal punto di vista pastorale, tra passaggi riusciti e interessanti (testimonianza sociale e di costume di un periodo, gli anni '70 in Puglia, poco conosciuto), e altri meno convincenti, il film è da valutare come discutibile, evidenziandone le scabrosità cui si accennava prima. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. Da utilizzare in occasioni mirate come ritratto dell'Italia anni '70.

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