UN ALBERO INDIANO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Handicap, Rapporto tra culture, Scuola, Solidarietà-Amore
Genere
Documentario
Regia
Silvio Soldini
Durata
45'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Distribuzione
CBM Italia Onlus
Musiche
Thringson Lynshiang, Pandor Wanniang, David Lartand Group
Montaggio
Giorgio Garini

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Silvio Soldini, Giorgio Garini - Fotogr.(Normale/a colori): Silvio Soldini, Giogio Garini - Mus.: Thringson Lynshiang, Pandor Wanniang, David Lartand Group - Montagg.: Giorgio Garini - Dur.: 45' - Produz.: CBM Italia Onlus - 18° TERTIO MILLENNIO FILM FEST 2014, EVENTO SPECIALE.

Interpreti e ruoli

Felice Tagliaferri (tutti nel ruolo di se stessi), Carmo Noronha, Rosa Mystica Wallang, Bertha Glyndykes Dkhar, Alberto Tagliaferri .

Soggetto

Siamo in India, in una remota cittadina vicino al Bangladesh. Lo scultore non vedente Felice Tagliaferri ci accompagna all'interno della Bethany School di Shilong dove 15 bambini e altrettanti insegnati lo attendono per imparare l'arte della lavorazione della creta.

Valutazione Pastorale

Dal racconto corale de "Per altri occhi" (2012), Silvio Soldini estrapola uno dei nomi al centro delle storia prese in esame per farne protagonista in primo piano di una nuova, straordinaria avventura. Con il supporto di Giorgio Garini, Soldini segue i movimenti di Tagliaferri, la sua incredibile vitalità, la capacità di mettersi al servizio di altri non vedenti, e in questo caso anche con l'ostacolo della non comprensione linguistica. Ne esce un reportage asciutto, semplice e insieme capace di toccare momenti di umanità e commozione. Un cinema per trasmettere e ricevere conoscenza, per sentirsi utili e scambiare forme e modi rinnovati di solidarietà. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordniaria e, meglio, in occasioni mirate per avviare riflessioni sul ruolo del documentario come veicolo di trasmissione di valori, e per parlare dei molti argomenti che il corto suggerisce.

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