Un amico straordinario

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Solidarietà-Amore
Genere
Biografico - Drammatico
Regia
Marielle Heller
Durata
109'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Stati Uniti
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Micah Fitzerman-Blue, Noah Harpster
Fotografia
Jody Lee Lipes
Musiche
Nate Heller
Montaggio
Anne McCabe
Produzione
Micah Fitzerman-Blue, Noah Harpster, Youree Henley, Leah Holzer, Peter Saraf, Bergen Swanson, Marc Turtletaub

Interpreti e ruoli

Tom Hanks (Fred Rogers), Matthew Rhys (Lloyd Vogel), Enrico Colantoni (Bill Isler), Chris Cooper (Jerry Vogel), Tammy Blanchard (Lorraine), Maryann Plunkett (Joanne Rogers), Wendy Makkena (Dorothy)

Soggetto

New York 1998, il giornalista Lloyd Vogel viene incaricato dalla rivista “Esquire” di scrivere un articolo su Fred Rogers, pastore protestante e conduttore del famoso programma televisivo per bambini “Mister Rogers' Neighborhood”…

Valutazione Pastorale

"Un amico straordinario”, diretto da Marielle Heller (regista di “Copia originale” del 2019 e di “Diario di una teenager” del 2015), mai uscito nella sale a causa della pandemia da Covid-19 e disponibile sulle principali piattaforme, è ispirato all’articolo “Can You Say... Hero?” di Tom Junod, pubblicato su “Esquire” nel 1998. Il film racconta l’amicizia tra il giornalista Loyd Vogel (Matthew Rhys) e il famosissimo conduttore televisivo Fred Rogers, straordinariamente interpretato dal pluripremiato Tom Hanks. Loyd, nonostante la gioia per la recente paternità, è depresso e in conflitto con suo padre, al quale non riesce a perdonare di averlo abbandonato quando era ancora un bambino. L’incontro con Rogers, verso il quale egli nutre non poche perplessità e pregiudizi, lo cambierà profondamente: con la sua pacatezza e profonda empatia con la quale si approccia a tutte le persone che incontra, Rogers diventerà per lui un vero amico e lo aiuterà a sanare le ferite, a riavvicinarsi al padre, ormai anziano e sul punto di morire, perdonandolo e diventando così lui stesso un padre e un marito migliore. Difficile stabilire chi sia il vero protagonista del film, il cui centro sta tutto nella “normalità” di Mister Rogers, che non è un eroe e neppure un santo (per usare l’amorevole, ma anche un pizzico ironica, definizione della moglie), ma un grande comunicatore che riesce a parlare con tutti, bambini e adulti, restando semplicemente se stesso e scegliendo di interessarsi veramente delle persone che incontra, con semplicità e immediatezza, ma non senza sforzo: la sua è una scelta di vita che rinnova ogni giorno con la forza di volontà e la preghiera (è un pastore protestante). Egli stesso ha avuto, in passato, problemi con il figlio, che non riusciva ad accettarne la popolarità e soffriva per il poco tempo che questo padre così famoso poteva dedicargli. Rogers parla con tutti e si interessa di tutti, ha una profonda fede, ma il suo approccio con gli altri è “laico”, il linguaggio è quello della quotidianità, semplice e diretto. Volutamente, comunque, non tutto è rivelato della personalità e della storia di quest’uomo così prepotentemente presente nell’immaginario di più generazioni di americani, la sua trasmissione, “Mister Rogers' Neighborhood”, infatti è andata in onda ininterrottamente dal 1968 al 2001. Dal punto di vista pastorale il film “Un amico straordinario” è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni di approfondimento, a cominciare dal contesto familiari o educativo, riflettendo su temi come l’amicizia, il perdono e l’importanza di accogliere-comprendere l’“altro”, il prossimo.

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