UN AMORE SPECIALE

Valutazione
Accettabile-riserve, semplicistico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Handicap
Genere
Commedia
Regia
Garry Marshall
Durata
130'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The other sister
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Bob Brummer, Garry Marshall
Musiche
Rachel Portman
Montaggio
Bruce Green

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: - Scenegg.: Bob Brummer, Garry Marshall - Fotogr.(Scope/a colori): Dante Spinotti - Mus.: Rachel Portman - Montagg.: Bruce Green - Dur.: 130' - Produz.: Mario Iskovich, Alexandra Rose.

Interpreti e ruoli

Juliette Lewis (Carla), Giovanni Ribisi (Daniel), Tom Skerritt (Radcliff), Diane Keaton (Elizabeth), Hector Helizondo . (Ernie)

Soggetto

La giovane Carla, mentalmente ritardata, torna a casa, accolta con calore dalla madre Elizabeth e dal padre Radcliff. La famiglia comprende altre due sorelle, una in procinto di sposarsi e l'altra invece omosessuale. Nell'ambiente di alta borghesia in cui vive, Carla ben presto comincia a reclamare una propria indipendenza. I genitori l'accontentano e Carla va a vivere da sola. Carla conosce Daniel, un ragazzo nella sua stessa situazione. I due fanno amicizia e capiscono di stare bene insieme. Carla e Daniel vorrebbero vivere insieme ma lui pensa che sia meglio aspettare il giorno del Ringraziamento per rendere più forte il loro rapporto. Ad una festa di Natale, Daniel prende il microfono e rivela tutto della situazione di loro due. I presenti ridono, Carla alza la voce, scoppia un litigio, i ragazzi si lasciano. Arriva il giorno del matrimonio della sorella Caroline. Mentre la cerimonia é in corso, Daniel entra in chiesa, prende per mano Carla. I due si vogliono sposare e il celebrante li sposa. Fuori c'é la banda a festeggiare l'evento. Carla e Daniel partono per il viaggio di nozze.

Valutazione Pastorale

Il tema è quello di una giovane ritardata che deve lottare per affermare il proprio diritto alla vita e all'amore. Di fronte una madre troppo protettiva per permettere alla figlia di sganciarsi, un padre disponibile, una sorella irritata perché sente l'attenzione distolta da sé, un'altra sorella che deve tenere nascosta la propria condizione di lesbica. Problemi, difficoltà, contrasti, incomprensioni, litigi, e poi il finale dove tutto si aggiusta, ognuno trova la propria collocazione, gli equivoci si placano, la tranquillità ritorna. Tanti limiti nella confezione impediscono al film di dare sostanza ai seri problemi che presenta. Il tono del racconto é banale, un po' stucchevole, qua e là compiaciuto, con scivolate nel facile melò. Ma sono i rischi che sempre si incontrano, quando si parla di handicap. A fronte degli aspetti un po' stereotipati e posticci, il film ha anche momenti palpitanti e porta in primo piano valori importanti: soprattutto la famiglia come primo luogo dove il dolore si può capire e curare. Dal punto di vista pastorale, il film è dunque da valutare positivamente. Le riserve servono a sottolineare il taglio generalmente semplicistico e non omogeneo della realizzazione. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film può essere utilizzato per avviare un discorso sul tema del rapporto famiglia-handicap.

Le altre valutazioni

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