UN GIORNO SPECIALE

Valutazione
Futile, supeficialità
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giovani, Lavoro, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Francesca Comencini
Durata
90'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Lucky Red
Musiche
Ratchev & Carratello
Montaggio
Massimo Fiocchi, Chiara Vullo

Orig.: Italia (2012) - Sogg. e scenegg.: Giulia Calenda, Francesca Comencini con la collaborazione di Davide Lantieri dal romanzo "Il cielo con un dito" di Claudio Bigagli - Fotogr.(Scope/a colori): Luca Bigazzi - Mus.: Ratchev & Carratello - Montagg.: Massimo Fiocchi, Chiara Vullo - Dur.: 90' - Produz.: Carlo Degli Esposti per Palomar.

Interpreti e ruoli

Filippo Scicchitano (Marco), Giulia Valentini (Gina), Roberto Infascelli (autista al deposito), Antonio Giancarlo Zavatteri (on. Balestra), Daniela Del Priore (Marta), Rocco Miglionico . (Rocco)

Soggetto

Una mattina, alla periferia di Roma, Marco arriva su una grande macchina per accompagnare Gina all'appuntamento cun politico che potrebbe aiutarla ad entrare nel mondo dello spettacolo. Per Marco è il primo giorno di lavoro, Gina spera che possa esserlo anche per lei. Vari contrattempi ritardano l'ora dell'incontro. Il parlamentare ha riunioni che si prolungano, e Marco, per far trascorrere il tempo, allunga molto il giro. Dalle zone periferiche, i due arrivano in pieno centro e nel frattempo, col passare delle ore, hanno avuto modo di parlare, conoscersi meglio, rivelarsi desideri e attese per il futuro. Arrivano infine al Parlamento, dove Gina resta appartata nell'ufficio dell'onorevole. Dopo averla riaccompagna a casa, Marco è pieno di rabbia e di voglia di reagire. Torna sotto la finestra di lei e la chiama ad alta voce.

Valutazione Pastorale

"Un film leggero - dice la Comencini- su due ragazzi che dalla periferia si avvicinano al centro, per cogliere quel qualcosa che si è impossessato delle nostre vite e del nostro Paese, rendendoli pesanti e senza tempo". Dovevano esserci rabbia, asprezza, forse qualche cattiveria da parte di una regista di solito abituata ad essere 'contro'. Ma qui l'urgenza e la fretta tradiscono l'autrice. La scelta del tempo unico in un solo scenario (Roma) non giova e anzi appesantisce il racconto, già incanalato poco dopo l'inizio lungo sviluppi prevedibili. La ribellione di Marco è scontata e artificiosa; il destino di Gina viene seguito fino all'ultimo con un taglio didascalico del tutto fuori tempo. Non tornano i conti tra la Roma periferica e quella turistica, tra la confusione programmatica dei due protagonisti e il loro schematico rassegnarsi all'esistente. Una bella confusione espressiva, che tuttavia non toglie realismo a certi scenari italiani magari mal espressi in un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come futile e caratterizzato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in seguito come proposta di ritratto italiano sui giovani di oggi, tra speranze e difficoltà. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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