UN MONDO PERFETTO *

Valutazione
ambiguo, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Clint Eastwood
Durata
139'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
A PERFECT WORLD
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
John Lee Hancock
Musiche
Lennie Niehaus

Sogg. e Scenegg.: John Lee Hancock - Fotogr.: (scope/a colori) Jack N. Green - Mus.: Lennie Niehaus - Mont.: Joel Cox - Dur.: 139' - Prod.: Mark Johnson, David Valdes

Interpreti e ruoli

Kevin Costner (Butch Haynes), Clint Eastwood (Red Garnett), Laura Dern (Sally Gerber), T. J. Lowther (Phillip Perry), Keith Szarabajka (Terry Pugh), Leo Burmester (Tom Adler), Paul Hewitt (Dick Suttle), Bradley Whitford, Ray McKinnon, Jennifer Criffin, Leslie Flowers, Belinda Flowers, Darryl Cox

Soggetto

nel 1963 nel Texas, Butch Haynes, che ha collezionato dall'infanzia notevoli precedenti penali, è appena evaso dal carcere di Huntsville, dove stava scontando quarant'anni di pena per rapina a mano armata. E' con lui un altro detenuto, da lui detestato e di cui intende liberarsi quanto prima. Per sottrarre allo stupro una giovane madre di famiglia, aggredita dall'odiato compagno di fuga, irrompe nell'abitazione di lei e abbatte con un pugno l'aggressore. Al sopraggiungere del padre della donna, armato di fucile, i due sono costretti alla fuga, e prendono in ostaggio il piccolo Phillip Perry. Ma quando alla prima fermata, per rifornirsi di benzina e di viveri, Butch scende dall'automobile rubata, dopo aver messo una pistola con le indispensabili istruzioni nelle mani del bambino, perchè tenga immobile l'indesiderato socio a scanso di altre rischiose sorprese, questi, con mossa fulminea, strappa la pistola a Phillip, che fugge in un campo di mais, inseguito dal pericoloso criminale. Il piccolo viene raggiunto silenziosamente da Butch, il quale, con mossa altrettanto repentina, riesce ad acciuffare l'uomo, ingiungendo a Phillip di aspettare nell'automobile il suo ritorno. Nel frattempo Butch spara al criminale, abbandonandolo tra la folta vegetazione del campo. Per assicurarlo, Butch ricorre al gioco e a racconti fantasiosi adatti ai suoi sette cani. Phillip poco a poco si affeziona al suo rapitore, intravvedendo forse in lui la figura paterna di cui è privo, e se ne fa una specie di "eroe". Braccato dalla polizia al comando di Red Garnett, l'ufficiale che lo aveva arrestato minorenne, consigliando il carcere minorile per sottrarlo alla malavita, Butch alterna gli accorti espedienti della fuga con la cura del bambino, cui si è a sua volta affezionato, Mentre dunque il piccolo Phillip trascorre giornate avventurose e fantasiose alla scuola non sempre esemplare del fuoriuscito,ed è costretto a distinguere autonomamente con la propria coscienza d'innocente l'accettabile dal riprovevole fra quanto gli viene proposto dai discorsi e dal comportamento del suo "eroe", lo scontro con la polizia si fa inevitabile. La cattura di Butch viene agevolata proprio dal violento dissidio creato in questa coscienza infantile da un soprassalto di collera dell'evaso, che sembra voglioso di sterminare la famigliola che li ha ospitati l'ultima notte della fuga, reso furioso da un paio di schiaffi e di strattonate inflitte dal capo famiglia al figlioletto, coetaneo di Phillip, per un nonnulla. Phillip, sconvolto, prende la pistola, ferendo, disperato, il suo "eroe". Phillip getta in un pozzo la pistola e accorre in soccorso di Butch che sta tentando di fuggire. Gli starà vicino finchè muore, colpito dalla fucilata di un tiratore scelto.

Valutazione Pastorale

il film risulta ambiguo a motivo dei discutibili principi etici proposti dall'improvvisato criminale-educatore al suo fiducioso allievo, ma presenta pure lati stimolanti la riflessione e il dibattito: la critica al carcere minorile, ad esempio, che non corregge, ma è spesso causa di peggioramento del minore, che rischia di uscirne professionista del crimine, e psicologicamente distorto e imprevedibile; l'ironia sugli imponenti spiegamenti di polizia, spesso inefficienti, e su certo personale di polizia, ottuso e arrogante; la spinta a riflettere sul vuoto esistenziale provocato nei minori dalla mancanza di radici e di calore familiare, in particolare dalla mancanza di una positiva figura paterna.

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