Una donna promettente

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Bullismo, Cronaca, Denaro, Donna, Educazione, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo, Politica-Società, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Emerald Fennell
Durata
113'
Anno di uscita
2021
Nazionalità
Regno Unito, Stati Uniti
Titolo Originale
Promising Young Woman
Distribuzione
Universal International Pictures Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Emerald Fennell
Fotografia
Benjamin Kračun
Musiche
Anthony Willis
Montaggio
Frédéric Thoraval
Produzione
Margot Robbie, Tom Ackerley, Josey McNamara, Ben Browning, Ashley Fox, Emerald Fennell, Carey Mulligan, Glen Basner, Alison Cohen, Milan Popelka. Casa di produzione: LuckyChap Entertainment

Candidato a 6 premi Oscar nel 2021, "Una donna promettente" ha vinto la statuetta per la miglior sceneggiatura originale

Interpreti e ruoli

Carey Mulligan (Cassie), Bo Burnham (Ryan), Clancy Brown (Stanley, padre di Cassie), Jennifer Coolidge (Susan, madre di Cassie), Laverne Cox (Gail), Alison Brie (Madison), Chris Lowell (Al Monroe), Max Greenfield (Joe), Molly Shannon (Sig.a Fischer, madre di Nina), Alfred Molina (Avvocato ), Adam Brody (Jez)

Soggetto

America oggi, Cassie è una trentenne che lavora in una caffetteria. Non ha amici, non ha un fidanzato, sembra non avere scopi nella vita. Ha lasciato la facoltà di Medicina dopo la morte dell'amica Nina, traumatizzata dopo una violenza sessuale. Cassei non si da pace per questo e pianifica una vendetta contro gli aggressori...

Valutazione Pastorale

Non può lasciare indifferenti “Una donna promettente” (“Promising Young Woman”), opera prima dell’attrice e sceneggiatrice londinese Emerald Fennell (classe 1985); il suo esordio alla regia è stato ugualmente folgorante come quello di Florian Zeller con "The Father", con cui ha condiviso sei candidature agli Oscar, vincendo alla fine la statuetta per la sceneggiatura originale. “Una donna promettente” esplora un tema noto, drammatico, di stringente attualità: le violenze, verbali e fisiche, cui le donne sono spesso esposte ai nostri giorni. Qui la Fennell parte da una storia circoscritta, che si apre poi a una riflessione di ampio respiro. Stati Uniti oggi, Cassie (Carey Mulligan) è una ragazza sulla trentina che lavora in una caffetteria dopo aver interrotto bruscamente i promettenti studi in medicina. Non ha amici, non ha un fidanzato, e i suoi genitori sono preoccupati perché vedono la giovane donna bloccata in un torpore inspiegabile. Ma una spiegazione c’è: Cassie si tormenta per la morte della sua più cara amica, Nina; durante una serata al campus universitario Nina è stata violentata da un gruppo di studenti ubriachi. Cassie quella notte non era con lei. Oltre dunque a non darsi pace per questo, Cassie è sconfortata dal fatto che i responsabili del crimine siano rimasti impuniti. Da allora ha come suo unico pensiero la vendetta, contro quegli uomini e in generale contro tutti quelli che abusano delle donne… Non devono trarre in inganno i lampi pop o i colori fluo del racconto, perché il binario narrativo su cui corre “Una donna promettente” è quello del film denuncia che unisce dramma e ironia feroce. È un asciutto atto d’accusa verso gli uomini spregiudicati, che bollano atti di violenza verso le donne come semplici bravate. Cassie appare come un giustiziere che prova a mettere alla gogna uomini piccoli e senza scrupoli. Il problema è che nel film non si salva proprio nessuno: l’orizzonte maschile tutto è sotto accusa, unica eccezione il padre di Cassie. E forse tale aspetto è un po’ il limite del racconto. Detto questo, “Una donna promettente” è un’opera senza dubbio potente e interessante, che non fa sconti alla faciloneria con cui nella società odierna spesso si considerino le violenze sulle donne, tra apprezzamenti non richiesti o veri e propri assalti sessuali. Molta della forza del racconto si deve all’interpretazione di Carey Mulligan (candidata all’Oscar per il ruolo), attrice inglese meravigliosa che mette in campo una gamma di sfumature intense e credibili. Condensa sul volto della protagonista Cassie rabbia, amarezza e delusione. La donna custodisce la sua fragilità sottopelle e si muove nel mondo fuori, in quel mondo che le ha strappato l’amica Nina, con risolutezza e voglia di vendetta. Già, la vendetta… Il film è puntellato dal rischio di essere sopraffatto da un senso diffuso di vendetta più che dal grido urgente di giustizia. In verità, l’opera squaderna un bisogno di pace e di perdono. In alcuni passaggi, si scorgono anche dei chiari richiami religiosi o persino cristologici, tutti riconducibili proprio alla figura di Cassie, che seppure camuffata da inflessibile giustiziere a ben vedere segue una personale, dolorosa, Via Crucis che richiama non poco quella di Walt Kowalski nel film “Gran Torino” (2009) di Clint Eastwood; Cassie si incammina lungo il sentiero, la salita, che porta alla verità, e in un certo senso alla riconciliazione. Nonostante qualche soluzione visiva-narrativa poco convincente, “Una donna promettente” è un film importante e di notevole impatto, destinato ad allargare l’orizzonte della riflessione sul tema delle violenze. Dal punto di vista pastorale “Una donna promettente” è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni di dibattito sul tema delle violenze ai danni delle donne nella società. Per le tematiche in campo il film è indicato per adulti o adolescenti accompagnati

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